La Tirreno-Adriatico in Abruzzo A Giulianova arrivo spettacolare

In via Gramsci il traguardo. La carovana attraverserà Sant’Egidio, Torano, Sant’Omero e Mosciano A Gualdo nella terza frazione successo del tedesco Bauhaus. Lo spagnolo Ayuso in maglia azzurra
Il tedesco Phil Bauhaus (Bahrain Victorious) ha vinto in volata la Volterra-Gualdo Tadino di 225 km, terza tappa della Tirreno-Adriatico Credit Agricole. L’azzurro Jonathan Milan (Lidl-Trek) e il francese Kevin Vauquelin (Arkea-B&B Hotels) si sono piazzati rispettivamente al secondo e terzo posto. Lo spagnolo Juan Ayuso (UAE Team Emirates) è ancora in maglia Azzurra di leader della classifica generale con 1« di margine su Filippo Ganna (Ineos Grenadiers) e 6” sullo stesso Milan.
La lunga stagione del grande ciclismo che tocca l’Abruzzo si apre oggi con la Tirreno Adriatico che arriverà a Giulianova. È la quarta frazione della corsa dei due mari, da Arrone a Giulianova saranno 207 km e 2.600 metri di dislivello. Una frazione che si preannuncia spettacolare con il doppio passaggio sulla linea di arrivo e un circuito di 22.6 chilometri che toccherà anche Mosciano Sant’Angelo con una breve salita. Non solo Giulianova: saranno tante le località del teramano protagoniste con la corsa che entrerà in Abruzzo toccando Sant’Egidio alla Vibrata. Si andrà verso il mare passando per Ancarano, Torano Nuovo e Sant’Omero. Poi il primo passaggio a Giulianova con un circuito e la salita che porterà verso via Gramsci. Pendenze non difficili, ma che potrebbero mettere in difficoltà le ruote veloci. Dalla stazione si girerà a destra per via 24 Maggio: poco più di 700 metri con pendenza media del 4.5% prima di immettersi su via Gramsci e andare verso l’arrivo posto al termine di un falsopiano in leggera salita. E domani la Tirreno Adriatico con la sua quinta frazione sarà interamente sul territorio della provincia di Teramo con la partenza da Torricella Sicura e l’arrivo a Valle Castellana. Nel mezzo il duro gran premio della montagna di San Giacomo cui farà seguito un’impegnativa discesa verso i km finali.
La tappa di oggi. Il via verrà dato alle 10,20 da Arrone (provincia di Terni), l’arrivo a Giulianova è previsto tra le 15.25 e le 16 in via Gramsci. Diretta tv su Rai 2. Dopo circa 70 km in successione verranno affrontati il Valico di Castelluccio e Forca di Presta prima della lunga discesa verso Ascoli Piceno. Dopo Maltignano si arriverà in Abruzzo a Sant’Egidio alla Vibrata, serie di sali e scendi verso Ancarano, Torano Nuovo, Sant’Omero prima di arrivare sulla Statale Adriatica ed entrare a Giulianova. Primo passaggio sul traguardo dopo aver affrontato la breve salita di via 24 Maggio e inizio del circuito verso Mosciano sant’Angelo, Montone e nuovo circuito a Giulianova con lo stesso finale del passaggio precedente.
Le classifiche. Sarà il giovane spagnolo Juan Ayuso a partire oggi in maglia azzurra di leader con 6” di vantaggio su Jonathan Milan e 16” sul francese Kevin Vaquelin. Jonas Vingegaard, grande favorito per la vittoria finale, è quinto con 22” di ritardo.
I favoriti di oggi. Molto dipenderà da quanto la breve salita finale di via 24 Maggio possa essere in grado di scremare il gruppo. Sulla carta le classiche 5 stelle sono per Jasper Philipsen, caduto ieri prima dell’arrivo e costretto a cedere la maglia della classifica a punti a Jonathan Milan. 4 stelle per Binjamin Girmay, Alberto Bettiol, Filippo Ganna, Jonathan Milan, Phil Bauhaus (vincitore ieri) e Tim Merlier. 3 stelle per Vendrame, Vaquelin, Garcia Cortina anche se non sono escluse sorprese.
Luigi Di Giosia, il referente per l’Abruzzo di RCS per la Tirreno Adriatico, ha fatto il punto sulla due giorni di gare in Abruzzo. «A Giulianova ci aspettiamo le ruote veloci e i grandi corridori delle classiche, domani toccherà a chi va forte in montagna. Il circuito di Giulianova sarà bellissimo e permetterà di fare vedere per molto tempo con la diretta tv il territorio in mondovisione. E per gli sportivi la grande occasione di vedere da vicino i campionissimi del ciclismo con un parterre ancora più importante di quello del Giro».
Enrico Giancarli
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