La Tirreno-Adriatico non attraverserà l’Abruzzo nel 2015

17 Novembre 2014

Dopo il Giro anche la corsa dei Due Mari girerà al largo In compenso Pescara vorrebbe il campionato italiano

PESCARA. Il ciclismo in Abruzzo procede a strappi. Con alti e bassi. E con una certezza: la passione popolare. Il 2015 sarà l'anno della Nippo De Rosa Vini Fantini, la squadra del patron Sciotti e del ds Giuliani che si affaccia al mondo professionistico con la speranza di poter disputare il Giro d'Italia 2015. La punta di diamante è Damiano Cunego, chiamato a fare da chioccia a una pattuglia di giovani. E poi c'è il Trofeo Matteotti, saltato nel 2014, che si ripropone con la speranza di poter ospitare i campionati italiani. Una speranza concreta, perché ci sono le premesse affinché Pescara ospiti le gare che assegneranno i titoli tricolori. Tutti segnali, questi, positivi. Incoraggianti. Ma poi c'è l'altra faccia della medaglia che coinvolgono sia l'aspetto tecnico che quello organizzativo. Si parte dalla piaga del doping. La ferita di Danilo Di Luca è ancora fresca, un idolo della gente travolto dall'epo. Non bastasse, c'è un altro abruzzese sospeso. Si tratta di Matteo Rabottini fermato proprio mentre stava festeggiando la convocazione in azzurro in vista dei Mondiali. Il corridore pescarese è ancora in attesa dell'esito delle contro-analisi. Aspetta una buona notizia da Losanna e nel frattempo rimugina su quel che è accaduto. Prima Di Luca e poi Rabottini, quali sono le frequentazioni dei corridori abruzzesi? Sono casi isolati oppure coinvolgono il movimento delle due ruote?

L'altro fronte aperto è quello delle corse. Del Giro d'Italia e della Tirreno Adriatico. Ebbene, della corsa rosa si sapeva: nel 2015 non attraverserà le strade abruzzesi per il secondo anno di fila, dopo che la tappa del 2013, San Salvo-Pescara, è stata al centro delle polemiche per le strade piene di buche e a tratti sconnesse. La novità degli ultimi giorni, amara quanto quella del Giro, è che nemmeno la Tirreno Adriatico farà tappa in Abruzzo l'anno prossimo. Non è ancora ufficiale, ma ormai il dado sembra tratto. Il grande ciclismo, quello della Rcs, dribbla elegantemente la regione che è stata di Fantini e Taccone. Per quanto riguarda il Giro d'Italia è discorso è noto: i ritardi nei pagamenti e l'immagine delle strade dissestate sono dei fardelli che ancora pensano sull'Abruzzo, costretto a pagare pegno per l'incapacità della propria classe politica che nel 2013 ha dato una brutta immagine di sé. Discorso diverso per la Tirreno Adriatico: la tappa del 2014 di Guardiagrele è stata uno spettacolo con il successo di Alberto Contador e l'affascinante salita del Muro che ha esaltato corridori e pubblico. Guardiagrele si è riproposta anche per il 2015, ma con ogni probabilità, non sarà presa in considerazione. Dal momento che la corsa dei Due mari dovrebbe passare dall'Umbria al nord delle Marche per poi arrivare a San Benedetto del Tronto dove si correrà l'ultima tappa. Abruzzo fuori: vuoi perché la classe dirigente non ha ancora recuperato il gap di credibilità con la Rcs dopo i noti fatti del 2013, vuoi perché è stato disegnato un altro percorso. Discorso diverso per il Matteotti, i cui organizzatori godono di una credibilità verificata negli anni in federazione.

Da qui, la possibilità di vedersi assegnati i campionati italiani. Ma i Comuni, le Province e la Regione quando riusciranno a recuperare la fiducia della Rcs che organizza le manifestazioni più seguite e popolari in grado di essere anche un veicolo pubblicitario?

@roccocoletti1

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