La Vastese passa il turno con tre sberle all’Avezzano

3 Settembre 2018

Primi 12’ della ripresa da incubo per i biancoverdi, D’Alessandro apre le danze Meglio i marsicani a inizio gara ma senza graffiare negli ultimi 16 metri

VASTO. Le prodezze di D’Alessandro, Napolano e De Meo, nel primi dodici minuti della seconda frazione di gioco, hanno regalato la qualificazione alla Vastese. Tre gol che di fatto hanno spaccato una partita che nel corso di tutto il primo tempo era rimasta bloccata su un deludente e noioso 0 a 0. Risultato giusto? Sicuramente sì, anche se alla fine il punteggio è troppo pesante per l’undici marsicano. Perché la sfida di ieri pomeriggio, al di là di quello che è stato il risultato, ha sostanzialmente detto due cose. La prima: sia la Vastese che l’Avezzano devono ancora affinare automatismi di gioco e condizione fisica in vista dell’inizio del campionato. E hanno due settimane esatte per farlo. In caso contrario l’inizio del torneo potrebbe essere più complicato del previsto. La seconda: il tre a zero finale non può illudere la squadra di Palladini e non deve demoralizzare quella di Giampaolo perché tra le due squadre non c’è stata tanta differenza. Forse, in vista del campionato, la Vastese può contare su una panchina più lunga e su delle individualità che i marsicani non hanno. La partita, infatti, è stata equilibrata per lunghi tratti. Per certi aspetti, soprattutto nel primo tempo, anche ingessata perché sono mancate brillantezza e velocità. Poche le occasioni da una parte e dall’altra. Le due squadre, ancora alla ricerca della migliore condizione, si sono affrontate soprattutto a centrocampo. La Vastese ha provato subito a prendere campo ma l’undici di Federico Giampaolo non si è mai fatto sorprendere.
Del primo tempo si ricordano solo due conclusioni dalla media distanza, entrambe fuori bersaglio: la prima di Pellecchia, al 18’. La seconda di Pagliari al 24’. Poi, il nulla, o quasi. Tanti fraseggi ma nessuna verticalizzazione e alcun sussulto. Il secondo tempo è stato aperto ed illuminato dalla prodezza di D’Alessandro: dopo un solo minuto di gioco il centrocampista valtellinese è entrato in area e, seppur decentrato, è riuscito a scaraventare il pallone sotto l’incrocio dei pali. Poi, subito dopo, il colpo di testa di Napolano e la prodezza balistica di De Meio hanno di fatto chiuso ogni discorso. Nel finale il palo ha negato la gioia del gol a Shiba. Ma sarebbe stato troppo pesante per l’Avezzano.
Nel primo tempo i marsicani, schierati con l’annunciato 3-4-3, hanno spesso tenuto il pallino del gioco in mano, ma hanno avuto il demerito di non graffiare negli ultimi sedici metri. Cosa che è ben riuscita ai biancorossi, bravi e fortunati a capitalizzare in 12 minuti le tre occasioni avute a disposizione che, di fatto, hanno blindato partita e qualificazione.
Gaetano Quagliarella
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