La vastese Scampoli ai Giochi olimpici giovanili

9 Settembre 2018

Dal 6 al 18 ottobre farà parte della pattuglia azzurra a Buenos Aires: «Ma punto alle Olimpiadi vere» 

VASTO. La passione, si sa, ovunque fa la differenza. E proprio grazie alla passione per lo sport la vastese Claudia Scampoli è diventata una delle giocatrici di beach volley più forti del panorama italiano a livello giovanile. Lei non sapeva che la pallavolo e il beach volley sarebbero state il suo futuro. Amava gli sport, tanto da saper giocare - anche bene - a calcio e a basket. Poi seguendo le indicazioni e i consigli di chi la vedeva giocare sotto rete e dei genitori, ha scelto di iniziare il suo cammino nel mondo della pallavolo. Seguendo cosi anche le orme della mamma, ex giocatrice alla San Gabriele. La giovane vastese classe 2000 ha mosso i primi passi sul campo di pallavolo a 9 anni, seguita dagli istruttori Caterina De Marinis, Ettore Marcovecchio e Marialuisa Checchia. Gli stessi che l’hanno allenata e seguita nei mesi estivi anche nel beach volley, inculcandole una mentalità vincente e delle basi che l’hanno aiutata nel cammino intrapreso in seguito. «Loro mi hanno fatta appassionare al beach. Con loro ho iniziato a disputare anche i primi tornei a livello locale. Piano piano, sono arrivata ad allenarmi per il Trofeo delle Regioni e successivamente sono stata selezionata per diversi anni dalla nazionale per fare dei collegiali a Formia». Proprio da questa occasione è arrivata la proposta di stabilirsi lì dove si allena anche l’altro grande beacher abruzzese Nicolai. «Lo conoscevo già perché è di Ortona. Ho avuto modo di vederlo all’opera in passato ed apprezzare le sue qualità e la sua grinta, il carattere che mette in ogni match in campo. Poi, ora ci alleniamo a Formia tutti e due, anche se su campi diversi, ed è facile incontrarsi». Spesso da ragazzine si hanno degli idoli a cui ci si ispira: «Io no. Non ho mai avuto una giocatrice in particolare a cui mi sono ispirata».
Ad ottobre dal 6 al 18 ottobre sarà di scena ai Giochi Olimpici Giovanili a Buenos Aires, unica rappresentante abruzzese, in coppia con Nicol Bertozzi. «Ora qualche giorno di riposo perché a fine stagione, dopo aver disputato vari tornei, serve anche quello. Il 17 riprendo gli allenamenti a Formia e, sicuramente, ci sarà una emozione particolare. Vado a vivermi questa grande esperienza con serenità e voglia di fare bene, come sempre. A livello emotivo spesso è importante gestire tutto da soli. Non è semplice, ma bisogna guardare avanti in ogni caso anche se arrivano momenti di difficoltà». Il suo punto di forza è la visione periferica del gioco, il suo punto debole «è la concentrazione che manca a volte». La beacher si allena dalle 2 alle 3 ore al giorno - aggiungendo pesi alla tecnica a volte - e intanto sta proseguendo gli studi. «Sì, ci tengo a completare il percorso di studi anche se l’impegno maggiore lo metto nello sport. Il mio sogno è arrivare un giorno alle Olimpiadi. La strada è quella, speriamo bene... Intanto mi godrò quelle giovanili a Buenos Aires».
Un grazie speciale va ad una amica e alla nonna che è la sua prima tifosa: «Sono legatissima a Chiara Tei che gioca con me. Si è creato un rapporto speciale anche al di fuori del campo. Un grazie anche alle compagne con cui ho giocato: Giada Russo, Martina Di Santo, Anna Piccoli, Chiara Mason, Nicol Bertozzi e la mia compagna attuale, la rosetana Dalila Varrassi. E un saluto speciale alla mia nonna Annamaria Soria che è più social di me e mi segue sempre in ogni partita e passo che faccio».
Tiziana Smargiassi
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