Lamonica fischia l’Europa «Arbitrerò fino a 60 anni»

21 Maggio 2019

Basket, il fischietto pescarese alla sesta finale di Eurolega: «Prendo 100 aerei l’anno, ma ho ancora l’entusiasmo di un ragazzo. Un sogno? L’Amatori in A»

PESCARA. Per i fischietti della palla a spicchi italiana è “un pensionato” già da alcuni anni, ma in Europa è ancora considerato il miglior arbitro in circolazione.
Luigi Lamonica, 53 anni, pescarese doc, trapiantato a Capo d’Orlando, domenica, a Vitoria, ha diretto la sua sesta finale di Eurolega in carriera, vinta dal Cska Mosca a discapito dei turchi dell’Efes Istanbul. In passato aveva diretto la finale del 2007 ad Atene (Panathinaikos Atene-CSKA Mosca), 2011 a Barcellona (Panathinaikos -Maccabi Tel Aviv), 2012 a Istanbul (Olympiacos Pireo-Cska Mosca), 2016 a Berlino (Cska Mosca-Fenerbahce) e nel 2018 a Belgrado (Real Madrid- Fenerbahçe). «Mi sono divertito anche domenica sera», racconta Lamonica mentre aspetta da Madrid il volo di ritorno per Roma. «La passione per il basket è tanta e la stanchezza viene meno. Ho quasi 54 anni, non sono più un ragazzino, ma mi diverto come 20 anni fa». In Europa viene considerato il “Collina del basket”, in Italia, però, con le nuove regole non può più arbitrare per i limiti d’età. «Lasciamo perdere...», dice, rassegnato. «Così facendo mi hanno allungato la carriera internazionale e sono molto felice».
Nel suo lunghissimo palmares, da ricordare una finale del campionato Mondiale (2010), cinque finali degli Europei, 23 finali scudetto e nove di coppa Italia, oltre alla Summer League della Nba. «In Eurolega potrei arbitrare fino a 60 anni e non ho intenzione di smettere. Prendo un centinaio di aerei l’anno, devo seguire degli allenamenti mirati e una dieta personalizzata. È dura, lo so, ma io mi diverto ancora e vado avanti. Quest’anno tra Eurolega ed Eurocup ho diretto 36 gare».
Niente Olimpiadi nel 2020, ma è andato vicino alla Nba. «Ho conosciuto il capo degli arbitri della Nba, ho arbitrato nella Summer League 2018 e volevamo portarmi in America a lavorare. Al momento, però, preferisco restare in Europa anche se è un motivo d’orgoglio essere considerato dalla Nba».
Pescarese di nascita, rosetano d’adozione per alcuni anni e adesso Capo d’Orlando come nuova città. «Mi manca Pescara, l’affetto dei rosetani e della famiglia Maggitti, che mi ha “adottato” fin dal primo giorno. Per fortuna a Capo d’Orlando c’è il mare e si vive anche qui di pane e basket, come capita a Roseto». Lamonica è molto attento alle vicende cestistiche abruzzesi. «Spero che l’Amatori Pescara vinca i play off e vada in A2. Sarebbe bello vedere il prossimo anno il derby con Roseto». E per gli Sharks usa parola importanti. «Hanno fatto l’ impresa andandosi a giocare i play off per la serie A1. Hanno puntato sui giovani, vincendo una grande scommessa».
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