Lanci: la sfida con Alessano crocevia della stagione

Il tecnico della Sieco Impavida: «La squadra può crescere e se vinciamo sabato si può sognare»
PESCARA. E adesso gli tocca vestire i panni del pompiere. La vittoria sull’Aversa, nella prima giornata della Pool B della serie A2 di pallavolo maschile, ha ringalluzzito la Sieco Impavida Ortona. Che comincia a fare i conti per tentare la scalata a uno dei due posti che assicurano gli spareggi per i play off. E Nunzio Lanci, il coach, predica prudenza. Lo fa anche nella redazione del Centro durante la diretta Facebook di ieri durante la quale ha ribadito che la priorità è la salvezza dopo mesi travagliati per via degli infortuni. «Il mantenimento della categoria», sostiene, «è l’imperativo. Con tre vittorie e un punto dovremmo farcela. Prima raggiungiamo il traguardo e poi penseremo a qualcosa di diverso». Il successo per 3-0 in casa di domenica scorsa ha riportato serenità nella squadra. «Una boccata di ossigeno in classifica e una ventata di entusiasmo per i ragazzi», aggiunge Nunzio Lanci che festeggia il ritorno in campo di Milan Bencz («uno dei migliori opposti della categoria, uno che può fare la diferenza») e guarda alla trasferta di sabato sera a Tricase contro Alessano, secondo in classifica, con fiducia. «Mettere una firma sulla salvezza adesso? Aspettiamo le prossime due gare e poi rispondo. Se riusciamo a fare risultato sabato oggettivamente si potrebbe aprire una strada diversa. Sognare non costa nulla, ma bisogna guardare in faccia alla realtà». La squadra salentina ha vinto a Cantù e ha un paio di stranieri di qualità. «In serie A2», argomenta Nunzio Lanci, «gli stranieri fanno la differenza. Noi oltre a Bencz abbiamo Ogurçak che sta facendo bene. Con Aversa è iniziato un altro campionato e quindi mi aspetto una certa crescita dalla squadra». Pesare libero preferito a Provvisiero. «Entrambi si equivalgono», ribatte, «ma forse Pesare in questo momento può darci qualcosa in più». La Sieco Impavida Ortona è la massima espressione della pallavolo abruzzese, ma il palasport non è più pieno come alcuni anni fa. «L’abitudine è una delle cose più brutte e la provincia vive di abitudini. Purtroppo, non ci fa apprezzare quanto di buono abbiamo». La Sieco Impavida della famiglia Lanci conta circa trecento tesserati con una forte connotazione di settore giovanile che ha ricevuto il certificato Oro dalla federazione. «Portiamo avanti un progetto avviato tanti anni fa, pescando in città ma non solo. Abbiamo il problema degli impianti, ce ne servirebbero di più, ma facciamo buon viso a cattivo gioco e andiamo avanti». La società è della famiglia Lanci: papà Tommaso presidente, il primo figlio Nunzio allenatore, il secondo figlio Andrea capitano e palleggiatore e il nipote Samuele (primogenito di Nunzio) convocato in diverse occasioni in prima squadra. «E’ una nostra peculiarità e al tempo stesso la nostra forza. Abbiamo diversi sponsor che ci danno una mano, ma l’impegno economico è considerevole e quindi siamo aperti all’ingresso di forze nuove in società: per garantire continuità, ma anche per, eventualmente, cercare di compiere un salto di qualità».
La pallavolo non sfonda, malgrado abbia un buon numero di praticanti in Italia. «E’ un problema annoso, non riusciamo a venderci bene. Non sappiamo monetizzare i risultati della nazionale. Pensate un po’ se il rugby o la pallacanestro avessero fatto registrare risultati tipo l’argento olimpico del volley a Rio 2016. Siamo bravi, però, a livello organizzativo tanto che organizzeremo i Mondiali in Italia nel 2018. E spero che con Zaytsev e con Juantorena si riesca a salire sul podio».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

