Lanciano-Baroni, non è da scartare l’addio del tecnico

L’allenatore vuole garanzie dal club, giovedì l’incontro? Troest, Amenta e Mammarella verso la conferma
LANCIANO. Dubbi e certezze. In casa Virtus Lanciano non si dormono sonni tranquilli. Non per il campionato appena chiuso, straordinario, ma per l’immediato futuro. Già, perché da costruire c’è la nuova stagione. La terza in serie B. E se la questione allenatore, che ha dominato il mercato estivo scorso, sembrava un affare chiuso visto che il contratto di mister Baroni si rinnovava automaticamente per un’altra stagione a salvezza ottenuta, in realtà le cose stanno in modo diverso. La certezza della società ha un nome: Marco Baroni. Anche se si mastica ancora amaro per i play off sfuggiti per soli 2 punti. I dubbi riguardano Baroni: restare a Lanciano o andare via? Ed ecco che allora che i dubbi si insinuano tra le certezze societarie. La presidentessa Valentina Maio e il vice presidente Guglielmo Maio hanno ribadito: «Baroni e il ds Luca Leone restano alla Virtus, hanno un altro anno di contratto». Il mister ha ringraziato ma ha risposto di volere attendere. Di dover sbollire le emozioni che lo porterebbero a dire «Sì, resto a Lanciano”, «continuo questa avventura». Di dover sciogliere dei dubbi che solo a mente fredda possono chiarirsi. Baroni vuole progetti e garanzie tecniche, giocatori di livello. E forse anche adattabili ad un modulo che non è quello seguito da anni dalla Virtus: il 3-5-2. Il mister in alcune partite ha schierato i suoi ragazzi con il 3-5-2 modulo a lui più congeniale e considerato più affidabile per la difesa. Ma alla fine ha sempre dovuto “ripiegare” sul 4-3-3 perché i suoi giocatori, la sua squadra è stata costruita per quel modulo. Chissà che tra le clausole per restare non ci sia anche questa: costruire una squadra adatta al 3-5-2. Poi ci sono le sirene, quelle che hanno ammaliato anche mister Carmine Gautieri lo scorso anno.
Richiami di altre squadre, magari blasonate come il Bologna e il Pescara. In fondo questo per Baroni è stato il primo anno in serie B. In passato serie minori e squadre giovanili. E aver esordito con un campionato così memorabile, in cui i rossoneri sono stati in cima alla classifica per 7 settimane, e nei play off per 38 giornate ed essersi fermati a due punti dagli spareggi per lui è un bel biglietto da visita. Per lui ma anche per i giocatori. Tanti quelli in prestito. Quest’anno una dozzina i calciatori in prestito, ben 16 elementi erano diversi da quelli dello scorso anno in una rosa vasta con una trentina di giocatori. Una rosa da sfoltire, prestiti da rinnovare, contratti da allungare, comproprietà da risolvere visto che quest’anno non ci saranno più. Ci sarà ancora un allenamento, una sgambata di commiato giovedì. Poi il “rompetele righe”. Sia per chi poi tornerà nelle squadre proprietarie dei cartellini, come Casarini, Buchel, De Col, Minotti, Comi, Falcinelli per citare alcuni, sia per chi resterà a Lanciano. In primis la “Vecchia guardia” e la difesa di ferro, con Amenta, Troest e Mammarella che hanno un altro anno di contratto. E forse proprio giovedì ci sarà anche l’atteso incontro tra i Maio, Leone e Baroni.
Teresa Di Rocco
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