Lanciano, la tifoseria non perdona i Maio

11 Luglio 2016

Giovedì manifestazione di protesta, gli addii dei calciatori

LANCIANO. Rabbia e delusione sono i sentimenti ricorrenti tra i tifosi orfani della Virtus Lanciano che, dopo quattro storiche stagioni di serie B, si è sciolta come neve al sole. Le vicende di questi giorni sembrano aver pressoché azzerato tutto il credito di riconoscenza che avrebbe potuto vantare la famiglia Maio.

«Con chiarezza e sincerità potevamo essere ricordati come chi ci ha portato per la prima volta in B, invece saranno ricordati soprattutto per questa pessima figura causata dalla loro arroganza e presunzione», dichiara Filippo Torrieri. «Certi atteggiamenti nella vita, non solo nel calcio, non portano nulla di buono», aggiunge Francesco Marfisi, «da tifosissimo del Lanciano dai tempi di Carosella e Bombardini sono in lutto! Spero che la nuova società sia umana verso Lanciano, i lancianesi e tutti coloro che hanno a cuore la nostra squadra».

I tifosi stanno allestendo una manifestazione: «Giovedì alle 19 ci ritroveremo nel piazzale della vecchia stazione per un’iniziativa di protesta», spiega Alessandro De Vincentiis, «la tifoseria più calda aveva capito da dicembre che molte cose erano poco chiare, perciò siamo sorpresi fino a un certo punto». E in molti sono su questa lunghezza d’onda: «I segnali della dismissione erano evidenti da tempo», osserva Giuseppe Castellaneta, «la loro comunicazione è stata sempre pessima, e ultimamente pure accompagnata da atteggiamenti fuori luogo e irrispettosi».

Per Andrea Ferrara «un aumento delle perdite in bilancio così netto da un anno all’altro è alquanto sospetto: se è vero che erano in così gravi difficoltà di liquidità, perché non hanno provato a fare cassa prima con la cessione dei giocatori?». Meno duro, ma comunque critico, è Domenico Ciarelli: «La retrocessione fa parte dello sport, si accetta e si va avanti, ma serviva chiarezza verso chi è sempre stato vicino alla Virtus: non mi scaglio contro i Maio perché ricordo dove eravamo quando hanno preso il club; ma li critico perché, se certi problemi fossero usciti prima, forse qualcuno avrebbe potuto aiutarli».

Lino Di Domenico sottolinea che «sono stati quattro anni indimenticabili: anche se nell'ultima stagione la società ha fatto parecchi errori sul piano tecnico e su quello della comunicazione, non mi va di crocifiggerli più di tanto: grazie comunque e voltiamo pagina».

Meno indulgente Alessandro Ranieri, lancianese che risiede fuori regione: «C’è amarezza non per la B ma per la sensazione sgradevole di offesa subita dalla città: ma loro che ne sanno dei sacrifici fatti da noi che viviamo fuori, e che anche per le partite in casa andiamo in trasferta?», incalza Ranieri, «i miei vecchi amici universitari ricordano ancora la passione con cui controbattevo alle loro squadre di A parlando dello squadrone che per me era il Lanciano in C: il Lanciano risorgerà e sarà amato in qualsiasi categoria, mentre di loro resterà solo lo squallido finale che si sono riservati».

«Sono arrabbiata e delusa: hanno tradito la mia passione e non glielo perdono», taglia corto Francesca Romana Brasile. «Oltre a non aver avuto un briciolo di umiltà nell’ammettere quanto stava accadendo, hanno preso in giro la città provando a difendersi puntando il dito contro tutto e tutti», accusa Kristel Di Felice, «spero che troveremo qualcuno disposto a risollevare le nostre sorti: certo è che la mia squadra non sarà più nelle mani di chi non la merita, e di questo sono felice. Ricordate quell’adesso tutti ballano? Non siamo noi oggi ad aver smesso di ballare». La mancanza di chiarezza è tra le critiche più ricorrenti: «Non ho trovato giusto cercare di nascondere una situazione che era nera già a gennaio», afferma Monica Ferrante, «abbiamo visto partire giocatori che hanno fatto la storia della Virtus, come Mammarella o Paghera, andati via in lacrime da una società che, secondo me, li aveva già avvisati di cosa poteva succedere». «Mi sento solo di dire», conclude Ilaria Marfisi, «che le persone vanno e vengono, con i colori invece ci nasci: si tratta di identità».

Intanto, proseguono gli addii dei calciatori. Di Filippo è passato alla Sambenedettese. Aquilanti oggi dovrebbe firmare con il Trapani e Luca Di Matteo andrà a giocare a Latina.

Ciò che resta è l’amarezza dei tifosi rossoneri.

Andrea Rapino

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