Lapadula raccontato dal fratello: ragazzo d’oro

Davide parla di Gianluca: «La casa dei nostri genitori diventa uno stadio quando gioca il Pescara. Merita la A, mi ricorda Vardy, centravanti del Leicester»
PESCARA. La fabbrica del gol è a Torino, zona Lingotto. Gianluca e Davide o Davide e Gianluca, scegliete voi. Loro sono i fratelli Lapadula con il gol nel sangue. Il calcio è un vizio di famiglia. Il bomber biancazzurro sta facendo impazzire Pescara e non solo, visto che in Perù Lapagol è una star. Con la rete segnata al Vicenza, il numero 10 del Delfino è salito a quota sedici, sempre più leader della classifica cannonieri. Un gol da antologia, quello che ha realizzato venerdì sera. Ormai segna in tutti i modi, tutto ciò che tocca diventa oro. Sedici reti e nessun calcio di rigore. Il 26enne attaccante del Pescara è l’uomo copertina e suo fratello, Davide, racconta a il Centro il momento d’oro dello Speedy Gonzales dell’Adriatico. Davide, 27 anni, gioca nel Saluzzo (Eccellenza piemontese) e anche lui è un bomber di razza. Finora ha segnato 10 reti. Dunque, la sfida per ora sta premiando il fratello minore. In palio non c’è solo il primato di famiglia, ma anche una ricca cena di pesce. Chi segna meno paga il conto. Un’idea simpatica per rivedersi a fine campionato e trascorrere una bella serata insieme. Categorie distanti, ma stesso fiuto e stessa voglia di gonfiare le reti. «Sono felicissimo per Gianluca, se lo merita», racconta Davide Lapadula. «Sono il suo primo tifoso, insieme alla mia famiglia».
Pavoletti, Immobile, Zaza. Di paragoni se fanno tanti. «Secondo me Gianluca assomiglia molto a Jamie Vardy del Leicester (18 gol finora in Premier). La sua arma è l’umiltà, è uno che non si arrende mai. Sta facendo un percorso importante e spero che vada in A con il Pescara. Io e la mia famiglia facciamo il tifo per voi».
Casa Lapadula è una bolgia ogni volta che il Pescara va in campo. «Io, mia moglie e mio figlio andiamo sempre a casa dei miei genitori quando ci sono le partite. Mio padre, mia madre, mia sorella Anna, amici e parenti. Ci sono tutti. Davanti alla tv soffriamo e gioiamo tutti insieme. Casa nostra diventa uno stadio».
Tutti pazzi per Lapagol, anche in Perù. «Gianluca farà la scelta più giusta e noi gli staremo vicini in qualsiasi caso. Non metteremo pressione, toccherà a lui scegliere», continua Davide, che risponde così quando gli viene chiesto della maglia azzurra. «Decide il ct. Io posso dire che un giocatore come Gianluca tra A e B non c’è. Segna, fa assist, difende e si sacrifica tanto per la squadra. È un giocatore completo, un attaccante moderno dal fisico possente, ma molto rapido».
Si apre l’album dei ricordi. «Gianluca è un ragazzo d’oro. Il calcio è la sua vita. Venerdì dopo la partita era molto arrabbiato perché voleva vincere a tutti i costi. Lui è così, non ama perdere».
Una carriera importante davanti, ma che stava per finire troppo presto. «Qualche anno fa stava per smettere e giocavamo assieme nel Chisola, in Eccellenza, poi, grazie alla sua grande forza di volontà, è ripartito alla grande e merita il successo che sta avendo».
Il presente si chiama Pescara, ma nel futuro potrebbe esserci la Juve. «Da tifoso della Juventus posso dire che sarebbe bello se vestisse la maglia bianconera. Entrambi abbiamo fatto il settore giovanile nella Juve, ed io l’anno scorso con la mia squadra, il Lucento, una rappresentativa del Piemonte, ho anche battuto la squadra di Allegri in amichevole. Siamo tutti e due juventini, ma fidatevi che a Gianluca piacerebbe giocare ancora nel Pescara in serie A. In Abruzzo è felice e Pescara è una grande piazza».
Sir William, dunque, è legato ai colori biancazzurri. «Ehi! Quel soprannome è roba mia», scherza Davide appena si pronuncia quel nome. «È un combattente e non c’era nomignolo migliore».
Diversi anni nelle categorie minori, poi qualche apparizione in B, una coppa di Slovenia vinta e ora il grande salto.
«Gianluca è un ragazzo con la testa sulle spalle. Il pallone è sempre stato nella sua vita da quando andavamo a giocare nei campetti pieni di fango vicino casa. È un fratello eccezionale, ma ora mi devo sbrigare a recuperare perché ho fatto 10 gol con il Salluzzo e rischio di perdere la scommessa».
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