Lapadula salva il Pescara con un colpo da campione

Nel finale una semirovesciata del bomber evita la sconfitta col Vicenza
PESCARA. Una semirovesciata di sinistro, una perla calcistica da consegnare alle scuole calcio. Insomma, un colpo da campione, quello firmato dal solito Gianluca Lapadula, quando ormai stavano scorrendo i titoli di coda sulla partita e il popolo biancazzurro sembrava rassegnato alla second sconfitta stagionale. E, invece, ci ha pensato il capocannoniere della serie B a salvare il Pescara con il più bello dei 16 gol messi a segno in questa stagione memorabile. Una prodezza in una serata in cui la squadra di Oddo ha risentito oltremodo delle sei assenze (Verre, Mandragora e Caprari squalificati più Campagnaro, Crescenzi e Coda infortunati). Non ha giocato bene anche per merito di un Vicenza ben messo in campo dall’ex Marino con un 4-3-3 equilibrato. Ha assaporato il dolce sapore della vendetta dell’ex il tecnico siciliano protagonista della sfortunata stagione 2013-2014. E, invece, anche lui ha dovuto fare i conti con il bomber dei due mondi, quel Lapadula che in Perù vogliono in Nazionale per via delle origini della mamma. A tempo scaduto la giocata da campione dopo che Ledian Memushaj aveva fallito, al 38’, un calcio di rigore, tirando la palla di poco a lato dopo aver spiazzato il portiere. Penalty ovviamente procurato da Lapadula, l’uomo in più del Pescara, toccato da Sampirisi (espulso per fallo da ultimo uomo) in area: l’arbitro La Penna è stato generoso nel concedere il tiro dai sedici metri, ma comunque il contatto c’è stato. Sembrava una serata stregata: prima il gol di Francesco Signori, al 28’, poi la mancata trasformazione del rigore. All’orizzonte c’era la seconda sconfitta stagione casalinga, ma il Vicenza non aveva fatto i conti con l’attaccante su cui ha messo le mani la Juventus. Un’ira di Dio in questa serie B. Ha scelto un gesto tecnico e atletico che solo i campioni hanno nel Dna per illuminare la serata di un Pescara in ombra. Massimo Oddo l’ha cambiato per via delle numerose assenze: è passato dal 4-3-2-1 al 4-2-3-1 con Torreira e Memushaj mediani e Verde, Benali e Mitrita a ridosso di Lapagol. Manovra involuta quella biancazzurra e, soprattutto, troppe incertezze nelle retrovie. Il Vicenza all’inizio va tre volte vicino alla battuta vincente. I centrali difensivi Fornasier e Zuparic non sembrano in serata e dalla cintola in su manca qualità nelle giocate. Lo stesso Benali, schierato trequartista, non appare ispirato. Il Pescara ha comunque le sue buone occasioni, ma sono frutto di giocate individuali o di lanci lunghi. Non del solito gioco fluido in velocità. Il Vicenza trova in Fiorillo un valido baluardo, ma anche il portiere capitola, al 28’ della ripresa: gran tiro di Moretti da oltre 30 metri, Fiorillo respinge, ribatte Vita, l’estremo difensore ci arriva con un piede, ma è Signori a depositare la palla in rete al cospetto di una difesa rimasta letteralmente ferma. Doccia gelata sull’Adriatico. Sui novemila arrivati a sostenere il Pescara reduce da sette vittorie di fila e un pareggio. Una serie destinata a spezzarsi nell’immaginario dei tifosi che vedono il “cecchino” Memushaj angolare troppo il tiro dal dischetto, a sette minuti dalla fine. Ma il Vicenza è in dieci per l’espulsione di Sampirisi. E non ha fatto i conti con Gianluca Lapadula, il re dei bomber che al 47’ trasforma in oro colato un pallone buttato in mezzo all’area da Cocco.
Tutti in piedi per “Sir William Wallace”, il personaggio di Braveheart a cui si ispira.
I biancazzurri tirano un bel sospiro di sollievo, ma devono baciare il sinistro dell’attaccante torinese se sono riusciti ad allungare la serie di risultati positivi alla vigilia della sfida di Cagliari, in programma sabato al Sant’Elia. Oggi tocca ai sardi e al Crotone che guardano tutti dall’alto in basso; tocca anche al Novara (quarto in classifica) che spera di diminuire il distacco dal terzo posto occupato dal Pescara. Intanto, il calcio italiano si gode la prodezza di Gianluca Lapadula e Massimo Oddo cercherà di rimettere a posto i pezzi del giocattolo.
@roccocoletti
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