L’Aquila, sabato alle 15 l’anticipo a Fossombrone

Il vice presidente Nicola Cesare traccia la rotta: «Con il Termoli tre punti molto pesanti. Il nostro è un progetto per fare bene»
L’AQUILA. I primi tre punti stagionali ottenuti dall’Aquila 1927 alla prima di campionato permetteranno ai rossoblù di mister Antonio Andreucci di affrontare la trasferta di sabato alle 15 a Fossombrone con maggiore entusiasmo. La squadra ha fatto ciò che doveva, cioè vincere, altre analisi sono rimandate al futuro quando crescerà anche l’amalgama di un gruppo totalmente nuovo.
Tra i volti nuovi societari di quest’anno c’è il vice presidente del club Nicola Cesare, tra i soci fondatori della Fondazione Ope Sportiva, beneventano di origine ma trapiantato a Termoli da qualche anno dove vive con la famiglia, e che ha vissuto la gara di domenica con un’emozione particolare. Idee chiare e tanta voglia di fare. Cesare ha la delega sportiva. «La squadra», dice, «ha affrontato una partita complessa, come ci aspettavano del resto. La nostra formazione è nuova, veniamo dalla preparazione, abbiamo un po’ sofferto a tratti e complice è stato anche il gran caldo che ha un po’ condizionato la parte atletica ma, alla fine, abbiamo portato a casa i tre punti che alla fine peseranno. Ho visto entusiasmo nella gente e uno stadio pieno, un grande merito lo voglio riconoscere ad Andrea Tatafiore per il progetto della Fondazione, abbiamo messo tanto sulla parte organizzativa e sul marketing con piccoli aspetti che stanno portando allo stadio anche famiglie e altre tipologie di persone rispetto agli abituali. La società ha la fortuna di avere un’infrastruttura di categoria superiore».
Il progetto va costruito pian piano e il vice presidente lo sa bene. Tutto e subito oltre ad essere impossibile è anche un approccio errato. «Abbiamo scelto», prosegue, «un profilo basso come è corretto che sia, è una squadra nuova e il progetto deve essere almeno triennale per poter costruire qualcosa di buono, ma di certo aspiriamo a diventare una società di livello professionistico».
Per Cesare non è la prima esperienza nel mondo del calcio perché a Termoli è stato presidente per diversi anni e anche in altre realtà sportive di stampo professionistico. «Il progetto dell’Aquila 1927 però», conclude, «mi ha convinto perché ho fatto il presidente in varie realtà sportive anche non di calcio e credo che l’approccio con la Fondazione, etico, sociale e di sviluppo, sia molto importante. In alcuni casi esiste il presidente che fa e disfa, io invece credo che così si vada a potenziare l’azionariato popolare che è l’anima della società, ci sono più anime in Fondazione e quindi non c’è neanche il rischio che non si vada avanti, ma deve esserci sempre molto equilibrio e unità di intenti».
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