Latte Lath: quanta fatica col boemo Capone: obiettivo tornare in serie A

2 Agosto 2017

PALENA. Forte concorrenza sì, ma leale. Emmanuel Latte Lath e Christian Capone sono alla prima esperienza tra i grandi dopo aver incantato tutti nel settore giovanile dell’Atalanta. In verità, il...

PALENA. Forte concorrenza sì, ma leale. Emmanuel Latte Lath e Christian Capone sono alla prima esperienza tra i grandi dopo aver incantato tutti nel settore giovanile dell’Atalanta. In verità, il tecnico dei nerazzurri Gasperini li ha fatti debuttare l’anno scorso in coppa Italia, poi ha deciso di consegnarli nelle mani di Zeman. Entrambi nati nel 1999, nella passata stagione hanno fatto faville nel campionato Primavera. Latte Lath giocava esterno offensivo a destra, mentre Capone agiva sulla corsia di sinistra. Ora Zeman li sta impiegando nella stessa posizione, a sinistra nel tridente, e a breve potrebbe nascere un vero e proprio dualismo tra i due. «Sì, però ce la giocheremo serenamente», spiega Latte Lath, «tra noi c’è un bel rapporto». L’impatto con Zeman non è stato semplice. «Ho avuto qualche problema legato ai sovraccarichi di lavoro, ma era preventivabile visto che nelle giovanili non si fatica così tanto. Sappiamo di poter crescere con Zeman che somiglia a Gasperini. Lui ci dà molti consigli e speriamo di non deluderlo. Mi auguro di accumulare un discreto minutaggio, mi piacerebbe giocare almeno un po’». Il giovane che adora Drogba arrivò in Italia nel 2008 dalla Costa d’Avorio. «Fu dura lasciare il mio Paese, mio padre lavorava a Cremona e lì iniziai a giocare (nell’Esperia, ndr). Pian piano mi adattai e ora mi trovo benissimo». Buone doti tecniche e velocità devastante, il 18enne viene spesso paragonato all’ex romanista Gervinho. Prima del ritiro ha visitato Pescara ed è rimasto colpito. «È una città bellissima. Non sono abituato a vivere sul mare, però mi piace e mi auguro di togliermi delle soddisfazioni». Come Latte Lath, anche Capone sogna di ripercorrere le orme dei vari Kessie, Conti, Caldara, Petagna e Spinazzola, perle del vivaio bergamasco. «Sarebbe splendido fare lo stesso percorso», dice Capone, «è chiaro che mi piacerebbe tornare all’Atalanta da protagonista, ma ora sono felicissimo di essere qui. Faremo di tutto per riportare il Pescara in serie A». Nato come regista di centrocampo, il 18enne di Vigevano venne spostato in attacco quando militava nei Giovanissimi. Ora, dopo un solo anno di Primavera (19 gol in 30 gare tra campionato e coppe) Capone ha la chance per consacrarsi. Ottima tecnica, grandi capacità balistiche, il baby può ricoprire tutti i ruoli del tridente, anche se preferisce giocare esterno a sinistra dove tra i possibili titolari, oltre a Mancuso, c’è Latte Lath. «Siamo amici, ci rispettiamo e continueremo a farlo». Nel 2014 stava per firmare per il Liverpool, poi l’Atalanta riuscì a bloccare l’ennesimo scippo di un giovane italiano. Toccherà a Zeman valorizzarlo. «Sono contento di avere il boemo come allenatore e ai tifosi pescaresi chiedo solo di avere un po’ di pazienza e comprensione. Per me è la prima esperienza in B e spero di adattarmi al più presto». (g.t.)
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