Le donne contro Sebastiani: "Lo spogliarello? Allora speriamo che il Pescara non si salvi"

6 Dicembre 2016

La "promessa" del presidente in caso di permanenza in serie A provoca la dura reazione di associazioni, imprenditrici, professioniste e artiste della città. La società: "Nessuna promessa, solo una battuta interpretata male. Troppo rispetto delle donne"

PESCARA. Si sono arrabbiate davvero le donne. Biancazzurre e non. Imprenditrici, professioniste, insegnanti e artiste lontane dal mondo del calcio, che dopo le dichiarazioni del presidente Daniele Sebastiani ("se il Pescara si salva, farò spogliare una bella ragazza") hanno messo il loro nome e il loro volto per protestare contro il maschilismo imperante. E hanno scritto una lettera a Sebastiani.

[[(standard.Article) Pescara, la promessa di Sebastiani: "Se mi salvo faccio spogliare una bella ragazza"

"E allora tutte speriamo che il Pescara non si salvi caro presidente Sebastiani", scrivono le donne in risposta alla promessa dello strip-tease in caso di salvezza e permanenza in serie A della squadra, "perché è finito il tempo delle frasi sciocche dette senza pensare alla dignità delle donne, senza riflettere sull'oltraggio perpetuato ancora una volta verso il genere femminile.  Forse non si è accorto, sicuramente troppo preso dalle partite della sua squadra, che un uomo di questa città si è macchiato di un delitto terribile e odioso, inaccettabile, solo pochi giorni fa. L'ennesimo omicidio di una donna  che rende questa società insopportabile. Una società che continua a discriminare le donne a partire dal linguaggio che uomini come lei si permettono di usare. È così difficile provare a cambiare? Così impegnativo alzare la soglia d'attenzione e sensibilità e farsi per primi promotori del cambiamento? E' un personaggio pubblico e crediamo che lei abbia il dovere di usare le parole nel rispetto degli altri, oggi più che mai. In una Italia che conta l'omicidio di una donna ogni tre giorni, non possiamo più tacere di fronte ad affermazioni come la sua.  Adesso basta davvero". La lettera è firmata dalle associazioni Unione Donne Italiane (Udi) Pescara, Spazio Donna Abruzzo, La Galina Caminante, Mountain Wilderness, Comitato Oltre il Gazebo, Mila donnambiente, Dulzura Teatro, Donn'e, Forum H2o, Amici della Filanda, oltre che da Isabella Micati, Caterina Artese, Francesca Magliulo, Antonella De Cecco, Ilaria Palmisano, Marzia Morrone, Maria Elena Pesce, Lara Maria Chersich, Edvige Ricci, Eva Zulima Memba del Olmo, Fausta Crescia, Lara Romano, Carla Pantaleone, Francesca Galanti, Simona Pieramico, Salvatore  Serafina Daniela, Flavia Valoppi, Federica Di Gregorio, Graziella De Palma, Maria Franca Pulitanò, Gabriella Colaiocco, Adelina Di Giacomo, Adriana Gandolfi, Elisabetta Sala, Maria Luisa Balzano, Simona Barba, Claudia Mancinelli, Fulvia Luciani, Gabriella Colaiocco, Loredana Di Paola, Luana Capretti, Lisa Celeste, Antonella De Angelis, Maria Rita Carpani, Mila Paterra, Flavia di Luzio, Paola Cafarelli, Carmela Caiani, Elisabetta di Pasquale, Manuela Varrasso,  Maria Cristina Semproni, Paola Mariani, Luciana Di Iorio, Roberta Pellegrini, Annamaria Piccioni, Federica D'Amato, Chiara Conti, Dora Carucci.

Sul sito della società Pescara calcio questa mattina è comparsa questa risposta ufficiale: "Nessuna promessa, ho troppo rispetto delle donne. In merito alle presunte dichiarazioni del presidente Daniele Sebastiani, riportate in malo modo da alcune testate giornalistiche, la Delfino Pescara 1936 tiene a chiarire che il commento del presidente Sebastiani era solo una battuta a margine di una domanda le cui finalità erano di simpatia. Alla domanda del giornalista Cruciani “se si salva fa come la Ferilli a Roma” il presidente ha risposto in maniera scherzosa “se mi spoglio io non interessa a nessuno eventualmente bisogna far spogliare qualche bella ragazza di Pescara". Detta precisazione è doverosa soprattutto per il rispetto che questa società nutre nei confronti delle donne, ed invita i signori giornalisti a riportare in maniera corretta il virgolettato dei nostri tesserati sia nelle parole, sia nei contesti argomentativi".