«Le montagne d’Abruzzo una grande palestra»

L’alpinista Nardi a Ripa al “Festival Marciano”: «Regione con enormi potenzialità poco sfruttate»
RIPA TEATINA. «Una regione dalle enormi potenzialità turistiche sfruttate però solo in minima parte. Dispiace davvero perchè l’Abruzzo, con le sue montagne, ha rappresentato per me un’ottima palestra e resta un posto dove torno sempre volentieri e posso contare su un gran numero di amici».
Così l’alpinista Simone Nardi, tra i protagonisti, a Ripa Teatina durante il “Festival Rocky Marciano”, di una tavola rotonda sul tema “Dalle Olimpiadi all’Everest: le grandi sfide dei campioni” assieme a Gianmario Bonzi e Dario Ricci, autori di “Oro Bianco”, ad Antonio Tartaglia, medaglia d’oro olimpica nel bob a due e a Oscar De Pellegrin, campione paralimpico di tiro con l’arco, autore de “Ho fatto centro”.
Belle storie di sport con lo stesso Nardi a raccontare e raccontarsi. Lui, «primo alpinista nella storia, nato al di sotto del Po», ad aver scalato l’Everest ed il K2, le due vette più alte al mondo, ha ripercorso una prestigiosa carriera partendo dalle prime arrampicate sulle montagne di casa, vicino Latina. «Dalle iniziali esperienze sui Monti Lepini», ricorda Nardi, «si passò proprio alla conoscenza delle Murelle, sulla Majella, e del Monte Camicia sul massiccio del Gran Sasso. Posti bellissimi e diverse avventure con tanti appassionati abruzzesi di assoluto spessore. Persone che, in ogni parte del mondo, potrebbero fare da testimonial d'eccellenza a queste montagne. Ed è una convinzione condivisa da alpinisti italiani di fama internazionale che hanno avuto modo di vivere con me delle esperienze in Abruzzo».
Folta, coinvolta e, in alcuni tratti, completamente rapita la platea. «Un onore partecipare ad una manifestazione che cresce di anno in anno in qualità ed interesse, ringrazio tutti gli organizzatori per la loro gentilezza e professionalità», conclude Nardi autore, assieme al direttore artistico del festival Dario Ricci, di "In vetta al mondo- Storia di un ragazzo di pianura che sfida i ghiacci eterni" e spesso protagonista di incontri nelle scuole sia sul tema dei diritti umani, sia per far conoscere ai ragazzi «la montagna come mezzo per sfatare le paure ed affrontare i propri limiti».
Intanto il “Festival Rocky Marciano” va avanti con la sezione dedicata alla letteratura sportiva. Ieri la serata dedicata a “I Mondiali del regime: Argentina ’78” con Nicola Sbetti, autore della “Storia della Coppa del Mondo 1930-2018” e la proiezione del film di Daniele Biacchessi: “Una generazione scomparsa. I mondiali in Argentina del 1978”, incentrato sul dramma dei desaparecidos, mentre oggi toccherà prima al ciclismo con Massimiliano Castellani che presenta “Gino Bartali- Il Campione e L’Eroe” assieme a Gioia Bartali, nipote del campione, e Maurizio Formichetti, per poi tornare al calcio attraverso la presentazione del libro di Pierluigi Pardo “Lo stretto necessario: il calcio e lo sport a 360°”.
Domani sera la presentazione di “Informa Ragazzi”, storie di sport e di vita sana, di Roberto Melchiorre e la premiazione del concorso letterario “Storie di Sport”, con lo scrittore Peppe Millanta. A seguire, l’attore Massimiliano Elia racconterà “Il Macho, il Grande e il Bombardiere” con gran finale dedicato a “Il Maracanazo”, spettacolo di Fabio Tavelli il quale, assieme a Dario Ricci e Stefano Tirelli, ricorderà Ayrton Senna.
Giuseppe Rendine
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

