Leclerc, talento al volante e velocità

11 Marzo 2019

A 21 anni promosso dall’Academy di Maranello, primi passi in kart

ROMA
Secondo pilota o driver già in grado di competere ai massimi livelli? In casa Ferrari l'interrogativo è d'obbligo, e il primo a porselo è Sebastian Vettel. Charles Leclerc (nella foto), 21 anni, suo nuovo compagno di scuderia a Maranello e primo monegasco a correre in F1 dal 1994 a oggi, è una delle novità più attese del Mondiale che sta per cominciare. L'apprendistato in Sauber Alfa Romeo del ragazzo proveniente dalla Ferrari Academy è stato ricco di spunti interessanti, adesso serve il salto di qualità e la Casa Madre ha deciso che questo fosse il momento giusto. Così all'Alfa Romeo è andato Kimi Raikkonen, e Leclerc ne ha preso il posto in Ferrari, deciso a confermare alla guida della Rossa quanto di buono ha fatto nelle categorie inferiori, in cui ha collezionato titoli. Come praticamente tutti i suoi colleghi, Leclerc ha cominciato con i kart, quando aveva appena otto anni, e da lì in poi la crescita è stata costante, fino al 2013. Alla classe innata ha dovuto aggiungere, come tantissimi negli sport dei motori, legami contrattuali di un certo peso e sponsor e fin dal 2011 ha stretto un legame con Nicolas Todt, uno dei manager che maggiormente contano nel mondo delle quattro ruote, e che si era accorto subito che quel ragazzino all'epoca 14enne aveva del talento. Passato in Formula Renault e poi F3 ha vinto molto, fino all'approdo in F2 nel team Prema, lo stesso con cui nel 2018 ha trionfato Mick Schumacher (un altro che ora è targato Ferrari Academy, molto per meriti propri e non solo del cognome che porta), e che nel 2017 era stato il sigillo alle vittorie del neoferrarista che viene dal Principato. Ma il monegasco in tutte queste categorie non ha solo vinto: spesso ha lasciato un'impressione di dominio ben al di là del fatto di avere a disposizione un mezzo meccanico appropriato. In molti hanno avuto l'impressione di trovarsi di fronte a un predestinato, e fra loro Sergio Marchionne. Insomma, la scelta di lanciarlo ai massimi livelli non è stata casuale. Adesso la Ferrari si trova quasi di fronte all'«obbligo» di tornare a vincere, perché questo si pretende da lei nel 2019, gestendo allo stesso tempo la possibile 'esplosione’ di un pilota di grande talento, non così incline al ruolo di scudiero. Da qui a dire che possa già fare meglio di Vettel ce ne passa, intanto nella seconda giornata dei test invernali a Barcellona il più veloce di tutti è stato lui e questo vorrà dire qualcosa. Si vedrà in pista che ne pensa Vettel, Mercedes permettendo. .