Legrottaglie: «Da noi 13 casi di influenza ma nessuno ci fa fare il tampone»

9 Marzo 2020

BENEVENTO. Tutti con la mascherina. In campo e in panchina. Il Pescara è uscito dagli spogliatoi così e ha tolto la mascherina solo davanti all’arbitro, qualche minuto prima del fischio d’inizio....

BENEVENTO. Tutti con la mascherina. In campo e in panchina. Il Pescara è uscito dagli spogliatoi così e ha tolto la mascherina solo davanti all’arbitro, qualche minuto prima del fischio d’inizio. «Abbiamo voluto dare un segnale», spiega l’allenatore biancazzurro Nicola Legrottaglie. «È stranissimo che noi abbiamo avuto 13 casi di influenza e non ci hanno fatto fare il tampone. C’è superficialità e negligenza. Noi con questo gesto abbiamo voluto dire che il problema c’è e forse si sta sottovalutando. E abbiamo voluto ribadire che la nostra priorità è la vita». Poi, Legrottaglie analizza una partita che per il Pescara è durata appena diciassette minuti. Dopo il primo gol del Benevento, il Delfino ha alzato bandiera bianca. «Siamo partiti bene con grande motivazioni e sfiorato anche il gol», spiega il 43enne tecnico pugliese, «tant’è che pensavo fosse paradossale aver finito il primo tempo sul 3-0. Ogni volta che i nostri avversari entrano in area, però, fanno gol. È inspiegabile. Quando prendiamo gol, ci squagliamo e facciamo fatica a rialzarci. Contro il Benevento abbiamo buttato al vento alcune cose che avevamo preparato. È un momentaccio, è inutile negarlo. Quando non siamo aggressivi, subiamo troppo. Dobbiamo ritrovare la compattezza e l’antivirus per tirarci fuori da questa brutta situazione». Alcune scelte iniziali non hanno convinto, come quella di far giocare Bruno (e non Melegoni) dall’inizio. «È facile parlare dopo la partita. Ho schierato la formazione migliore e nei primi 15’ ho avuto risposte importanti. Bruno mi serviva, dovevo far ruotare i centrocampisti perché non tutti potevano giocare tre partite di fila. Sono scelte che rifarei. Non è stato questo il problema del Pescara». Bojinov è rimasto in panchina per tutta la partita. «Non l’ho fatto entrare perché sul 4-0 ho preferito dare spazio ai giovani», risponde Legrottaglie, «e così ho fatto esordire Diambo (l’altro debuttante della serata è stato Marafini, schierato al posto dell’infortunato Scognamiglio)». Sabato all’Adriatico arriva la Juve Stabia, ma domani potrebbe arrivare la sospensione del campionato. «Se per tre o quattro mesi non si giocherà a calcio, non sarà un problema», conclude l’allenatore del Pescara, «avremo la possibilità di curare le persone. Chi ama la vita non avrà problemi a fermarsi, chi ama il denaro dirà qualcos’altro...»
A Livorno via Breda. Il Livorno ha esonerato l’allenatore Roberto Breda dopo la sconfitta nel derby con il Pisa. Il nuovo tecnico degli amaranto è Antonio Filippini, già allenatore in seconda ed ex calciatore del Livorno dal 2006 al 2010 con oltre cento presenze. Breda era stato esonerato già lo scorso 9 dicembre e al suo posto era stato ingaggiato Paolo Tramezzani, a sua volta licenziato il 3 febbraio per poi fare di nuovo spazio a Breda. (g.g.)
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