Leone: abbiamo detto no al recupero durante la sosta

Il ds del Pescara: «Non sarebbe stato giusto giocare quando il torneo si ferma per le Nazionali». Zamuner (dg Padova): «Avremmo preferito un ulteriore rinvio»
PESCARA. Il Pescara spingeva per recuperarla subito. E alla fine ha strappato l’accordo con il Padova che avrebbe preferito giocarla nelle prossime settimane per non rischiare di rovinare il nuovo manto erboso. La squadra di Pierpaolo Bisoli avrà anche un giorno in più di riposo per preparare la prossima gara. I veneti affronteranno il Brescia domenica, mentre i biancazzurri scenderanno in campo sabato all’Adriatico con il Benevento. Intorno alle 22,30 si è trovata l’intesa, anche se c’è stata una discussione approfondita sull’orario. Due le ipotesi iniziali: alle 15 o alle 18. Poi il compromesso delle 17,30. «Il Padova ci ha chiesto di non giocare alle 15 per questioni organizzative», afferma il ds del Pescara Luca Leone, «servono 120 steward e altro, ma alle 17,30 va bene. Ci siamo opposti all’eventualità di recuperarla durante la sosta per le Nazionali. Da anni si discute di fermare il campionato di B quando ci sono questi impegni e per fortuna da questa stagione i calendari internazionali si sono uniformati anche a quelli del torneo cadetto. Sarebbe stato folle giocare durante la sosta. Comunque, il rinvio è giusto, il campo era impraticabile».
«Il Pescara voleva giocare già domani (oggi, ndr)», dice il dg del Padova Giorgio Zamuner, «noi eravamo per il rinvio a data da destinarsi e abbiamo trovato una soluzione intermedia sperando che il campo dreni».
Tfn, ricorsi inammissibili. Niente da fare per Ternana, Catania, Novara, Pro Vercelli e Siena. Il Tribunale federale nazionale ha giudicato "inammissibili" i loro ricorsi contro il blocco dei ripescaggi e li ha quindi respinti. La B, a meno di colpi di scena, resta a 19 squadre (e la C a 59 squadre) come voluto dalla stessa Lega cadetta e deliberato lo scorso 13 agosto dal commissario Fabbricini. Insomma, dopo che il Collegio del Coni si era dichiarato incompetente e il Tar del Lazio aveva "rispedito" la vicenda in ambito sportivo, il Tribunale federale decide di non sindacare. Ora i club esclusi potranno fare ricorso alla Corte di appello federale, poi, eventualmente, al Collegio di garanzia del Coni. Il Tfn, in pratica, scrive il collegio giudicante presieduto da Mastrocola, «ritiene che le attività che la Figc ha messo in atto per congelare il torneo di B a 19 squadre, impedendo i ripescaggi pur di fronte alle domande presentate dai club, non siamo sindacabili sotto il profilo della loro legittimità da questo Tribunale, se non per manifesta illogicità che, nel caso di specie, non sembra sussistere». «L’interesse che le società avevano perché la vicenda dei ripescaggi si concludesse», aggiunge il Tribunale, «non può trovare tutela in questa sede». Dunque, siamo al punto di partenza, senza una sentenza nel merito di una vicenda che ormai è diventata una farsa.
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