Limiti e disattenzioni il Pescara non cresce

Sesta sconfitta nelle ultime sette gare, la Spal alla quarta vittoria di fila L’ex Salamon sblocca il risultato, il 2-0 di Sebastiano Esposito nel finale
Dignitoso, per carità. Ma questo Pescara non basta per evitare la sesta sconfitta nelle ultime sette partite di campionato. Un altro passo falso con due rischi all’orizzonte: perdere per infortunio il centravanti Asencio, al debutto dall’inizio, e tornare all’ultimo posto in classifica qualora domani la Cremonese dovesse fare risultato. La Spal vince con merito, conquistando il quarto successo di fila e attestandosi nelle zone alte della classifica. La differenza la fa una disattenzione difensiva di Gennaro Scognamiglio, alla mezzora, sulla quale gli estensi, con il gol dell’ex Salamon, costruiscono una partita di controllo e di palleggio, messa al sicuro dal giovane (di proprietà dell’Inter) Sebastiano Esposito durante il recupero. Un solo pericolo reale per il portiere di colore della Spal, Thiam, alla fine del primo tempo, quando sugli sviluppi di un angolo, Asencio colpisce la traversa, mentre Salamon manda a terra Vokic. Per il resto la Spal non soffre mai, amministra senza particolari affanni, anche perché il Pescara poco prima dell’ora di gioco perde Asencio per un infortunio muscolare. E lì davanti non dà (nuovamente) la sensazione di poter fare male. Certo, c’è spazio anche per un rimpianto quando, sullo 0-0, Salamon travolge Asencio in area, ma l’assistente Saccenti di Modena ferma il gioco per un fuorigioco quantomeno dubbio.
C’è tutto: un gara dignitosa in rapporto alle reali possibilità, gli alibi e i rimpianti, ma resta in fatto che la musica non cambia. Un’altra sconfitta che restringe il 3-1 rifilato al Cittadella (prima della sosta) nel recinto della casualità, visto il cammino disastroso che sta caratterizzando la stagione biancazzurra. Prima la squadra di Oddo era propositiva e sbarazzina, ora invece appare arroccata e poco propensa a ribattere colpo su colpo. In entrambi i casi il rendimento è negativo. Il Pescara sembra una coperta corta: se gioca all’attacco espone il fianco in fase difensiva, se bada a contenere prima o poi il gol lo prende. Anche perché ci sono le variabili delle disattenzioni e delle ingenuità: vedere l’ex Salamon, al 28’, sovrastare Scognamiglio in area e siglare la rete dell’1-0 sugli sviluppi di un calcio da fermo fa pensare. Ecco che comunque il Pescara paga dazio, anche in una partita giocata sulla difensiva senza lasciare spazi agli estensi. Serve pazienza, ma prima o poi i biancazzurri un gol lo concedono sempre agli avversari. È come una tassa da pagare agli errori commessi in fase di allestimento della squadra. Perché tutti questi infortuni non possono essere solo frutto di un caso, men che meno tutti quei giocatori che vengono considerati non in condizione e tenuti fuori. Non si capisce ancora se il Pescara è una squadra messa in piedi per costruire gioco oppure per contenere e ripartire, perché non riesce a fare bene nè la prima nè la seconda fase. La sensazione è che non ci sia abbastanza qualità nei reparti e che siano state sbagliate delle scelte su giocatori che sono venuti meno sul piano della tenuta fisica. Se nel primo tempo (da segnalare la traversa su punizione di Salvatore Esposito al 5’) i biancazzurri, almeno a tratti, avevano dato la sensazione di poter tenere testa alla Spal, nella ripresa questo non è accaduto. Anche perché la squadra è mancata sul piano caratteriale e del furore agonistico. Quasi rassegnata di fronte agli eventi, nonostante i cambi. Una resa mentale inconscia. Quasi un’assuefazione alla sconfitta.
All’orizzonte c’è la partita interna di sabato (ore 14) contro il Pordenone. Probabilmente, da affrontare senza Ceter e Asencio, entrambi infortunati. E quindi senza attaccanti di ruolo. E con una settimana che riporterà di nuovo Massimo Oddo sulla graticola. Così va il calcio.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

