Lucarelli ai saluti: «Chieti nel cuore, un giorno tornerò»

Il tecnico non confermato dopo la promozione in D «Via senza rancore». Venerdì festa con le vecchie glorie
C HIETI. La promozione in D coincide con la mancata conferma in panchina. Alessandro Lucarelli, 42 anni, artefice della vittoria dell’Eccellenza, non sarà l’allenatore del Chieti nella prossima stagione. Una decisione presa dalla società dopo la fine del campionato. Lucarelli saluta senza polemiche. «Vado via senza rancore», dice il tecnico della promozione. «Un po’ me l’aspettavo perché la mia mancata conferma è la conseguenza di quello che è successo a livello societario durante la stagione. La società all’inizio era compatta, poi da dicembre sono iniziate le lotte interne e ho dovuto isolare la squadra da tutto. Ringrazio il presidente Di Giovanni e la società per l’opportunità che mi hanno dato. Allenare il Chieti è stato un onore, un’esperienza che mi è servita a livello professionale. Ho il Chieti nel cuore: auguro ai neroverdi di arrivare ancora più in alto. Spero sia solo un arrivederci: un giorno mi piacerebbe tornare».
Lucarelli ripercorre le tappe della stagione. Al suo arrivo, dopo sei giornate, il Chieti era a -9 dalla vetta. In 28 partite, con una media di 1.9 punti a gara, il tecnico marsicano ha portato a termine la rimonta e raggiunto l’obiettivo. «I ragazzi mi hanno subito fatto capire che avevano una grande voglia di vincere», racconta Lucarelli. «Arrivai a Chieti il lunedì, due giorni prima del turno infrasettimanale con l’Amiternina. Ci allenammo anche il mercoledì mattina, poche ore prima della partita che vincemmo 3-0. Da lì mi accorsi subito di aver avuto un grande impatto nella testa dei giocatori. Ho sempre pensato che questa squadra potesse rimontare e vincere il campionato, anche se partivamo da -9».
Poi sono arrivati i primi problemi. «Con l’infortunio più grave del previsto di Leccese e con l’assenza di Tato, mi sono dovuto inventare qualcosa di diverso. Le mosse decisive sono state tre: Rodia centravanti, Paquito regista e Ricci titolare inamovibile. Daniele, oltre che un capitano esemplare, è stato l’uomo simbolo del Chieti, il manifesto della teatinità. Quando abbiamo trovato l’assetto definitivo, i risultati sono arrivati». Ed è stata una cavalcata trionfale. «La partita della svolta è stata quella di Alba Adriatica. Tutti si aspettavano un nostro scivolone, invece abbiamo vinto 3-1 con autorevolezza e con qualità. Peccato per la sconfitta in finale di coppa Italia con l’Amiternina. Volevo regalare la vittoria ai tifosi che sono stati la nostra arma in più. Non finirò mai di ringraziarli».
La festa promozione. Venerdì, a un anno dalla morte del tifoso neroverde Roberto Vanni, gli ultrà Ottantanove Mai Domi organizzano la festa promozione. Alle 18,30, a piazza Malta, è in programma una partita di calcio tra una rappresentanza di tifosi della curva Volpi e le vecchie glorie del Chieti della stagione 1990-1991. Ci saranno Stefano Sgherri, Gabriele Morganti, Giovanni Pagliari, Gabriele Consorti, Vincenzo Feola, Giuseppe De Amicis, Mauro Picconi e altri protagonisti di quella storica promozione in C1. Alle 21, poi, i campioni neroverdi del passato verranno festeggiati insieme ai giocatori e allo staff tecnico di oggi, protagonisti della promozione in D.
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