Lucarelli: voglio continuare a crescere con il Lanciano

28 Agosto 2019

LANCIANO. Ad Alessandro Lucarelli è bastato poco per riaccendere l’entusiasmo della piazza lancianese, spaesata dopo la separazione improvvisa da Alessandro Del Grosso. La presentazione di ieri ha...

LANCIANO. Ad Alessandro Lucarelli è bastato poco per riaccendere l’entusiasmo della piazza lancianese, spaesata dopo la separazione improvvisa da Alessandro Del Grosso. La presentazione di ieri ha rinfrancato i tifosi: sala stampa del Biondi affollata, applausi e strette di mano per un tecnico che, come hanno commentato in molti, ricorda un po’ Fabrizio Castori per quel suo salire un po’ alla volta i gradini. «Qui sono passati allenatori di quelli veri, che mi piacerebbe raggiungere», dice Lucarelli dopo un’introduzione altisonante, «sento il peso della piazza, dello stadio, dei tifosi; qui venivo a vedere partite in C e in B. Sono uno che si diverte e fa questo lavoro col sorriso, ma sono anche uno che vuole crescere e questa è una sfida importante. Diversa da quelle del passato, dove ero subentrato con la squadra che andava male», ha ricordato l’allenatore rossonero, «qui invece finora tutto è andato bene, con un allenatore bravo che ha vinto. Io però ho ambizione, pur facendo un percorso largo: arrivo dal basso dopo palestra, Isef e scuola calcio, e ho guadagnato tutto sul campo. Campionati ne ho vinti ma non è stato sufficiente per arrivare dove volevo», continua Lucarelli, «ora spero di farlo qui: mi gioco una chance importante». In estate lo hanno cercato in tanti in Eccellenza, tra cui il pur ambizioso Castelnuovo: «Aspettavo una chiamata importante dalla D», confessa, «però Lanciano è comunque una chiamata importante». Rivoluzioni non ne farà: «La squadra è fatta bene con una sua ossatura, quello che ci sarà da cambiare lo farò un po’ alla volta, e se ci sarà bisogno di intervenire ci sediamo a tavolino e verifichiamo le soluzioni». Lo staff resta quello che trova: «Sono ragazzi bravi e preparati, tra l’altro lancianesi, che penso possano darmi qualcosa in più». La squadra ideale di Lucarelli è «una che non molla: non si vince col blasone ma si lotta fino alla fine, non bisogna solo chiamarsi Lanciano ma essere Lanciano. Dobbiamo essere nel gruppone a dicembre, in un gruppo più ristretto a febbraio e infine dare la stoccata per arrivare dov’è giusto che arrivi Lanciano», conclude il tecnico, «perché è una città abruzzese che per il calcio ha fatto parlare di sé in Europa, e in Eccellenza non ce ne entra nulla».
Andrea Rapino
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