Lucilèia oltre i mille gol: «La mia vita per il futsal»

3 Dicembre 2020

«Giocare è un divertimento, non un lavoro. Voglio un altro lo scudetto»

PESCARA. Venti anni di calcio a 5 professionistico con la soddisfazione di tagliare il traguardo dei mille gol. Lucilèia ci è riuscita qualche settimana fa contro la Lazio. È la stella del Montesilvano, la squadra di calcio a 5 che punta alla conquista dello scudetto. In Abruzzo è arrivata nell’estate del 2019; in Italia è dal 2012. In bacheca ci sono tanti di quei trofei che ne descrivono il valore. Una delle migliori giocatrici di calcio a 5, Pallone d’Oro 2013. A 37 anni continua a segnare a raffica: 12 reti in questo avvio di stagione del Montesilvano che domenica affronterà in trasferta Falconara per il big-match della serie A. Una sorta di Ronaldo del futsal rosa che il club biancazzurro si sta godendo. Un talento nato con il pallone tra i piedi. «Da bambina avrò avuto una bambola, non di più. Il pallone era la mia bambola preferita. Non poteva essere diversamente visto che sono cresciuta con dei cugini maschi che giocavano a calcio. Poi, a scuola ho continuato. D’altronde, giocare per strada era una buona palestra. E così ho fatto esperienza nei tornei scolastici. In Brasile l’attività fisica a scuola si faceva con il pallone e con le porte in palestra. Lì è partito tutto. A 17 anni, nella mia città Santo Angelo, mi hanno cominciato a pagare per giocare a calcio a 5. Ero felicissima: mi divertivo e guadagnavo. A 23 anni il trasferimento a Santa Catarina, nel Kinderman, lì sono rimasta sei anni. Era una squadra professionistica a tutti gli effetti. Ho vinto tutti i trofei possibili e, soprattutto, sono arrivata in Nazionale».
L’approdo in Italia. «E’ accaduto nel 2012, quando sono arrivata in Sardegna al Sinnai, dove ho vinto la coppa Italia. Volevo fare un’esperienza all’estero per misurarmi con un altro mondo. Al Sinnai sono stata una stagione e mezza, dal gennaio del 2012. 134 gol».
Da lì ha cominciato il giro del Belpaese. «Nel 2014 il passaggio alla Lazio dove sono rimasta tre anni vincendo subito scudetto, coppa Italia e Supercoppa. Un Triplete indimenticabile. Nel 2017 sono andata all’Olimpus, sempre Roma, un anno in cui abbiamo vinto coppa e scudetto. Nel 2018 ho giocato con l’altra Lazio dove, però, mi sono fatta male e sono stata ferma otto mesi. Ho ripreso l’attività a Terni nel 2019, a gennaio. E nell’estate successiva sono giunta a Montesilvano. Nel febbraio scorso, prima della pandemia, abbiamo conquistato la Coppa della Divisione, l’unico trofeo assegnato. Ora l’obiettivo è vincere lo scudetto».
Lucilèia è più talento o applicazione?
«Più all’allenamento che al talento, anche se le due caratteristiche sono correlate».
Una vita dedicata al futsal.
«È la mia vita. Non è pesante allenarmi, è un piacere. Non c’è sacrificio. Mi sento più Ronaldo che Messi, mi alleno tanto. La gente non conosce il lavoro che c’è dietro all’exploit domenicale, quello che si fa durante la settimana. Io faccio anche sedute personalizzate, oltre a quelle di gruppo. Lavoro tanto, con e senza pallone. A 37 anni ho ancora voglia di imparare e di vincere. Se non ce l’hai vuol dire che sei bollita. Ho passione, sono viva e adoro giocare».
Oltre al calcio a 5?
«Sono single, ovviamente. Altrimenti non avrei tutto questo tempo per lo sport. La mia famiglia è in Brasile e il calcio a 5 è il mio lavoro».
Quanti gol ha segnato?
«1.010. Il millesimo gol in carriera l’ho realizzato contro la Lazio, qualche settimana fa. In questa stagione mi trovo a quota 12. Il record nella stagione 2014-2015 con la Lazio quando ho messo a segno 100 gol».
Il più bello?
«Il primo con la Nazionale, non bellissimo, ma mi è rimasto impresso nella mente».
È vero che in Brasile è una star?
«Diciamo che se vado in Brasile mi riconoscono per strada, a Pescara no».
Il suo modello?
«Quando ho iniziato non c’erano donne di riferimento nel calcio a 5. Mi piaceva Ronaldinho, che poi ha giocato anche nel Milan. E nel calcio a 5 ero pazza di Lenisio».
Non pensa al giorno in cui dovrà smettere?
«No, andrò avanti finché questo sport mi farà emozionare».
Ha fratelli futuri campioni?
«Solo una sorella minore, Tais. Aveva iniziato anche lei, era brava, ma sbagliò un rigore e la sua allenatrice le disse: “Lù avrebbe fatto gol”. Lei smise in quel momento».
In serie A chi è la più forte?
«Tatti del Falconara, una delle più complete».
Oltre il calcio a 5?
«Mi piace fare cose semplici, uscire con le amiche a mangiare qualcosa. Andare al cinema. Anche stare a casa a leggere un libro. Sono una donna normale. Sono Evangelica praticante. Ho la Bibbia sul comodino. La mia famiglia mi ha insegnato valori importanti».
La Nazionale?
«Fino all’anno scorso ho vestito la maglia verdeoro, vincendo la quinta coppa America».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA