Lux Chieti, Marchesani attacca la federazione
Pallacanestro A2, il patron contrariato per il rinvio della gara con Cento: «C’è una falla nel protocollo»
CHIETI. Il rinvio della gara d’esordio contro la Tramec Cento non è piaciuto affatto al presidente della Lux Chieti Gabriele Marchesani. «Una decisione che ha messo in luce le falle del protocollo a suo tempo accettato da tutte le società. Protocollo appunto inutile dal momento che non è stato condiviso con il ministero della Sanità e con quello dello Sport», spiega lo stesso Marchesani. «Da qui il verificarsi di situazioni come questa che hanno creato un precedente pericoloso per lo svolgimento dell’intero campionato». Le disposizioni parlano infatti del rinvio automatico di una partita solo in presenza di più di 6 casi di positività su una lista di 14 atleti, in ogni caso i biancorossi, saltata la sfida interna con Cento, faranno dunque il loro esordio nel torneo di serie A2 domenica prossima sul terreno della quotata Givova Scafati che, dopo essersi aggiudicata la Supercoppa, ieri ha superato in trasferta (79-94) la Stella Azzurra Roma. Per Bozzetto e compagni, a seguire, in programma ancora una sfida esterna, domenica 6 dicembre, sul parquet dell’Unieuro Forlì anch’esso vittorioso (79-68) ieri pomeriggio su Ferrara. Calendario stravolto con lo spostamento di diversi turni infrasettimanali, i biancorossi saranno in ogni caso di scena al PalaTricalle mercoledì 9 dicembre per il recupero della gara con il Pistoia, prevista nella prima giornata del torneo.
Da definire, invece, la data in cui verrà recuperata la partita con la Tramec Cento. «Esiste in tutti noi una gran voglia di tornare sul parquet», commenta coach Sorgentone, «ma sappiamo ormai da tempo che l’emergenza sanitaria renderà comunque questa stagione molto diversa dalle altre. È così e bisogna adeguarsi. Abbiamo purtroppo avuto modo di giocare poche partite, ovvero le due di Supercoppa e l’amichevole con Rieti, dovendo fare anche a meno di giocatori importanti come Santiangeli e Bozzetto. Questa circostanza ci ha di conseguenza impedito di esplorare le nostre rotazioni nell’arco dei 40 minuti e continuiamo ad essere una sorta di cantiere aperto dove comunque ognuno si impegna a dare il meglio». (g.ren.)
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