Lux, vittoria scacciacrisi: stop alla striscia negativa

Battuta con sofferenza la capolista Umana Chiusi, Meluzzi trascinatore
CHIETI. Prima, sofferta vittoria stagionale per la Lux Chieti che al PalaTricalle supera (70-62) l’Umana Chiusi, formazione neopromossa che guidava a punteggio pieno il raggruppamento rosso del torneo di Serie A2. Vigilia molto delicata per i biancorossi, nell’occasione costretti a fare a meno dell’ala centro Dincic, rientrato in Serbia per seri motivi familiari; in avvio coach Maffezzoli manda sul parquet Rebec, Meluzzi, Graziani, Amici e Jackson, mentre il primo canestro della partita è dell’ex Ancellotti che sfrutta subito la sua fisicità sotto i tabelloni. Errori su entrambi i fronti e la Lux inserisce Tsetserukou e Woldetensae ma è ancora Ancellotti protagonista, sia in attacco che in difesa. Esce Rebec per Bartoli ma Chieti tira decisamente male subendo la collaudata solidità della formazione guidata da coach Bassi. Fiondata dalla lunga distanza sulla prima sirena parte di Fratto e Chiusi prova già un allungo convincente (12-20) con la Lux appesantita da un eloquente 0/8 nel tiro da tre punti. Un fallo in attacco fischiato a Woldetensae, a dir poco dubbio, scatena le proteste del pubblico ed accende una miccia in casa biancorossa (9-0 di parziale) con Meluzzi (23 punti e 20 di valutazione) su di giri in una squadra che sembra aver trovato un migliore equilibrio.
Dal time-out chiesto dalla panchina toscana esce però una Umana più lucida che riprende subito in mano le redini della gara.
Rientra Rebec e Chiusi vola di nuovo avanti grazie a una buona circolazione di palla mentre la Lux si smarrisce di nuovo, mette assieme un 1/14 dalla distanza e chiude male la frazione con addosso un nervosismo che ha come epilogo anche un vivace scambio di opinioni tra coach Maffezzoli e Amici. Al rientro dall’intervallo lungo, fiammata del solito Meluzzi, replicano prima Jackson (17 punti e 26 di valutazione) e poi Graziani fino a raggiungere la parità. Sotto canestro c’è sempre Ancellotti (13 punti e 19 di valutazione) a fare da intimidatore, rimbalzi offensivi sanguinosi quelli che concede Chieti, troppi per non tornare di nuovo a rincorrere. Si scuote comunque Rebec in contropiede e la Lux sorpassa tornando a scaldare il pubblico del PalaTricalle che ora si fa sentire comprendendo la delicatezza del momento. Chiusi, però, non occupa per caso la testa della classifica, propone diversi giocatori in grado di far male ed arriva ancora avanti (51-52) all’ultima frazione di gioco. Ma l’inerzia della partita è cambiata e, se la formazione ospite continua a conquistare rimbalzi offensivi, nell’altra metà del campo si mette in buona evidenza il giovane Tsetserukou ed ora è Chieti a provare l’allungo. La palla scotta e bisogna gestire al meglio ogni possesso. Stavolta i biancorossi, pur tra qualche improbabile iniziativa personale, sono sul pezzo e continuano ad aumentare la propria intensità difensiva. Ed è il solito Meluzzi, da tre punti, a lanciare la volata. Ora gli ospiti accusano il colpo e perdono lucidità mentre la Lux vede lo striscione del traguardo e stringe i denti, accompagnata dagli applausi, appassionati e liberatori, dei propri tifosi fino al suono della sirena finale (70-62).
«Forse, attorno alla squadra c’è stata troppa pressione», il commento di coach Maffezzoli a fine gara, «e questa vittoria appare oltremodo utile per continuare a lavorare più tranquilli. Sette giorni fa, nonostante il risultato, avevo notato dei progressi e in questa gara è arrivata la conferma giocando gli ultimi due quarti con grande energia. Continuiamo nel percorso di crescita di un gruppo nuovo e giovane».
Giuseppe Rendine
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