Machìn: «Non possiamo subire così»

8 Dicembre 2019

Il guineano al 7° gol: «Ci siamo abbassati troppo». Masciangelo: «Dopo il doppio vantaggio è dura digerire un pareggio»

PESCARA. Come svegliarsi da un incubo e accorgersi che non stavi sognando. Vabbè magari pare provocatorio, ma si è tanto parlato del Venezia forte in trasferta che alla fine i biancazzurri sono riusciti a farlo sembrare davvero tale, a metterlo prima in condizione di esprimersi al meglio e quindi farlo pareggiare, quando magari non ci credevano più manco i loro ultras. E nel dopo gara, sui volti delusione mista a una certa incredulità, nelle parole la stessa incertezza, la confusione vista in campo. «Certo che c'è rabbia, amarezza in noi», dice Josè Machìn, uno dei pochi da salvare, ma solo per alcune decisive giocate individuali (assist e gol), «dovevamo assolutamente portare a casa il risultato, non dovevamo farci rimontare in quel modo. Ci siamo abbassati troppo dopo il raddoppio, loro sono stati bravi, sono una buona squadra, ma non hanno fatto molto a parte i gol». In verità da fuori la sensazione è stata un po' diversa, ma capita. E in fondo anche il buon Machìn non è in disaccordo, infatti completando il pensiero ammette: «Certo a livello individuale potrei anche dirmi contento, ma se non portiamo a casa il risultato alla fine conta poco aver fatto gol. Dovevamo fare meglio, dobbiamo fare meglio, perché la nostra idea di fondo, quello che ci chiede il mister è di giocare le partite, sempre. Stavolta invece abbiamo lasciato che arrivassero in tanti in area».
Immancabile, visto il periodo, un riferimento al mercato prossimo venturo. E stavolta Machìn pare avere un proposito chiaro: «Sono quattro anni che cambio ogni sei mesi, vorrei finalmente fare una stagione piena nella stessa piazza, per questo voglio restare qui». Tra l'incredulo e l'amareggiato anche Edoardo Masciangelo. «Difficile mandare giù il risultato, dopo quel gran primo tempo e il raddoppio in avvio di secondo», esordisce il terzino biancazzurro, «sembra un paradosso ma ci siamo fatti riprendere quando sembrava l'avessimo in mano. Abbiamo commesso l'errore, forse inconscio, di abbassarci troppo, così gli abbiamo permesso di portare tanti uomini in area. Comunque», prova a spiegare Masciangelo, «va anche ammesso che il Venezia è una buona squadra, con molti giocatori tecnici». Dettaglio magari non trascurabile, ma il campo stava dicendo altro. «Certo, sul 2-0 abbiamo concesso davvero troppo. Infatti il risultato lascia tanto amaro in bocca. Di fatto è successo che la voglia di non prendere gol ci ha portato ad assumere un atteggiamento che ci ha penalizzato». Un brutto passo falso, con la classifica così corta. «Sì, 2 punti in tre partite non possono soddisfarci, ma la prestazione c'è stata quindi non tutto è da buttare, Dobbiamo naturalmente lavorare per fare meglio».
Per esempio evitare di regalare troppo campo agli avversari. «Sì, abbiamo sofferto troppo il loro gioco, non siamo stati abbastanza bravi da prenderli alti. Peccato», ammette Gabriele Zappa, «perché potevamo chiuderla, su quella palla che ho dato a Brunori, invece è finita diversamente. Capita nel calcio, ma fa male. Non siamo stati abbastanza cattivi», conclude il terzino pescarese quasi scusandosi per la vittoria buttata dalla finestra, volto emblematico di un pomeriggio che definire sbagliato forse è perfino poco.
“Lancianesi” tifano Venezia. Tra le note del giorno, infine, anche qualche spunto di colore che solo il calcio sa regalare. Come l'insolita alleanza frentano-lagunare che ha celebrato ieri l'ennesimo appuntamento. In tribuna ospiti, tra i 65 tifosi dei lagunari giunti a Pescara per sostenere Aramu e compagni, c'era infatti anche una piccola ma colorata e vociante rappresentanza di tifosi del Lanciano. Le due famiglie di supporter sono infatti gemmellate da anni e almeno una ventina di lancianesi non hanno voluto perdere l'occasione per un pomeriggio insieme e in allegria. Nonostante l'”integrazione” frentana, però, il cassiere biancazzurro ieri ha dovuto registrare l'ennesimo record negativo, con 5.438 presenze sugli spalti.
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