Machìn: serve fiducia il Pescara si salverà
Il centrocampista: il gruppo ha tutto per tirarsi fuori dai guai
PESCARA. Riecco Josè Machìn. La sconfitta con la Spal brucia ancora un po’, ma non c’è tempo per rimuginare. Il Pescara prepara il riscatto e il piano di battaglia per la gara di sabato contro il Pordenone (ore 14, si gioca a Lignano Sabbiadoro) è già pronto. In fondo, dall’ultimo match qualche indicazioni confortante c’è stata. Nonostante il rigore inesistente concesso agli ospiti e l’inferiorità numerica dei biancazzurri durata oltre un tempo, la squadra non ha perso la testa ed è rimasta in partita fino alla fine, pur non creando grandi occasioni. Tra le note liete va segnalata la crescita di Machìn. Certo, finora il contributo del colpo del mercato invernale è stato inferiore alle attese, però il guineano ha mostrato segnali incoraggianti. Dopo qualche settimana turbolenta, in cui è stato escluso dalla formazione titolare e multato dalla società per aver risposto a un tifoso offendendolo sui social, Josè ha ritrovato la giusta via e ora spera essere di tornare ad essere protagonista, magari già nel match di sabato. «A Pordenone sarà una sfida tosta e combattuta», le parole del calciatore in prestito dal Monza, «ma se faremo le cose giuste potremo portare a casa un buon risultato. Loro sono una squadra difficile da affrontare, però ce giocheremo con la consapevolezza di avere le armi per metterli in difficoltà. C’è ancora un po’ di rabbia per il ko con la Spal, avevamo preparato bene la gara e volevamo vincere, ma non ci siamo riusciti. Dobbiamo guardare avanti e non perdere la fiducia». A Empoli ha sbagliato un rigore e sulla respinta del portiere è riuscito a segnare. Adesso spera di sbloccarsi davvero. «Me lo auguro, anche se serviranno i gol di tutti e non solo i miei. Non è importante chi segna, invece è fondamentale trovare continuità in fase realizzativa. Nelle ultime gare abbiamo migliorato la fase difensiva, ora ci attendiamo progressi in attacco, visto che siamo all’ultimo posto nella classifica dei gol segnati». I play out sono a 4 punti di distanza, la salvezza diretta a 7. Machìn crede nella rimonta. «Abbiamo la voglia, la determinazione e i mezzi per restare in B. Il gruppo ha tutto per uscire da questa situazione difficile e crede nella salvezza».
Difesa ok, ora i gol. Bene la compattezza e l’organizzazione difensiva, ma adesso servono i gol. Nelle 4 gare della gestione Grssadonia il Pescara ha incassato solo 2 reti (in media, 0,5 a partita), invece nei 23 match precedenti ne aveva subiti 41 (1,78 a partita). Numeri inequivocabili che testimoniano una ritrovata solidità della retroguardia. Tuttavia, questi dati difficilmente si riveleranno sufficienti per centrare la salvezza se non saranno accompagnati da progressi nella fase offensiva. Con Grassadonia il Delfino ha realizzato due reti e l’attacco biancazzurro resta il peggiore del campionato (appena 20 gol fatti in 27 gare).
Qualità al potere. La sensazione è che le punte siano troppo isolate, spesso gironzolano in zone troppo lontane dalla porta avversaria e raramente ricevono la necessaria assistenza per poter graffiare. Grassadonia ne è consapevole e, dopo aver sistemato la difesa, in settimana ha concentrato i suoi sforzi per risolvere il problema. Gradualmente, il 48enne tecnico salernitano ha aggiunto al suo scacchiere qualche pedina di qualità. Le sta centellinando e nelle prossime gare non sarebbe una sorpresa vederne qualcuna in più contemporaneamente in campo. A Cittadella, in mediana ha inserito una mezzala più offensiva, Fabio Maistro, che ha giocato titolare, invece nel match successivo con la Spal all’Adriatico ha preferito inserire al suo posto Josè Machìn dal primo minuto. Ora che la squadra ha trovato il giusto equilibrio si potrebbe alzare il livello tecnico, magari facendo coesistere i due. E perché no, sarebbe bello anche rivedere il miglior Cristian Galano, un giocatore dotato di estro e fantasia che nella scorsa stagione è stato decisivo per il raggiungimento della salvezza con i suoi 14 gol.
Giovanni Tontodonati
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