Maio: che beffa il derby, D’Aversa un predestinato

1 Dicembre 2014

Il vicepresidente: questa Virtus mi piace. Gli arbitri? Troppo severi con Thiam

LANCIANO. Un po’ deluso, per come è andato il derby con il Pescara, che per prestazione, occasioni da gol e carica agonistica doveva andare alla Virtus. Felice, per l’ottimo campionato fin qui svolto dalla sua squadra. Soddisfatto, contentissimo della scelta di D’Aversa come allenatore. Impegnato in Lega per portare avanti i progetti della riforma del campionato, dell’ammodernamento degli stadi e dell’assistente di tribuna.

È Guglielmo Maio, vice presidente della Virtus Lanciano, che tra un pranzo in famiglia e un occhio all’azienda, vive anche la domenica senza campionato con gli occhi rivolti alla Virtus, come tutta la sua famiglia. «Eh il derby…», dice il vicepresidente, «è andato. Ma fa male vedersi raggiungere a trenta secondi dalla fine. Soprattutto dopo una prestazione ottima, con una solo squadra in campo, la Virtus». Ma non è la prima volta quest’anno che la Virtus al termine di ottime prestazioni, raccoglie meno di quanto seminato. Contro il Perugia dopo 10 occasioni da gol, con tre legni colpiti è arrivato un pareggio. Contro il Latina una sconfitta dopo una buona gara. Contro il Crotone un solo punto raccolto dopo un palo e tante occasioni fallite.

Ultima la partita numero 100 in serie B quella col Pescara, dominata fino a 30 secondi dalla fine, chiusa poi riportando un solo punto in valigia. «Stiamo raccogliendo meno di quanto seminiamo senza ombra di dubbio», riprende Maio, «abbiamo perso dei punti per strada, ma questi punti persi non tolgono valore e prestigio al campionato che si sta disputando. 24 punti sono tanti, sono abbastanza dopo 16 gare. Bisogna continuare». Lanciano in piena zona play off, gioco spumeggiante, serenità nel gruppo. E un condottiero che si sta rivelando la marcia in più dei rossoneri. Quella che per tutti era la nuova scommessa della società, si sta rivelando vincente. Ovvero la scelta di Roberto D’Aversa come allenatore. Cosa volere di più? «Effettivamente non cambierei nulla», risponde il vicepresidente rossonero, «e di D’Aversa sono contentissimo, di più non saprei cosa chiedergli. Ma lo sapevamo. Abbiamo puntato su di lui da tempo, perché avevamo e abbiamo fiducia dell’uomo D’Aversa, poi del calciatore-allenatore. Tecnicamente si sta rivelando molto bravo. È un predestinato e lo dicono i numeri. Ha vinto e giocato meglio contro squadre blasonate come il Livorno, Catania. Ha raccolto prestazioni importanti e solo due sconfitte. Si presenta davvero bene».

Non una sorpresa D’Aversa, ma una conferma come il resto della squadra anche se, ha fatto notare Maio, la strada da percorrere è ancora lunga e quello di B è un campionato sfibrante e sorprendente. Ma in B il vicepresidente è impegnato anche in lega, come rappresentante della sua società ma anche come consigliere d'amministrazione di B Futura, il progetto attraverso il quale la Lega di B intende fornire alle 22 società gli strumenti necessari per la realizzazione e l'ammodernamento di stadi e impianti sportivi. E la Virtus ha in progetto la realizzazione di un nuovo impianto. Più che un impianto è un parco sportivo, un centro che su 14 ettari di terreno a Villa Elce ospiterà il nuovo stadio da oltre 12.500 posti, ma anche campi da tennis, da calcetto, un centro medico sportivo, negozi. «Il progetto preliminare è stato depositato in Comune tempo fa, si è aperta l’istruttoria», spiega Maio, «stiamo aspettando delle risposte dall’amministrazione e anche le autorizzazioni a procedere. Sugli impianti siamo avanti rispetto alle altre società».

Per quanto riguarda la riforma del campionato da 22 a 20 squadre la situazione è molto complessa. «Portare la B a 20 squadre mi trova abbastanza d’accordo», spiega il dirigente, «ma stiamo cercando di capire come arrivarci. Nel modo che sia più indolore possibile. Non è facile, anche perché coinvolge anche la A e poi la Lega Pro. In un intreccio di promozioni e retrocessioni tutte da vagliare. Di certo bisognerà trovare la strada che crea il minor numero di problemi. Per quanto riguarda il progetto degli assistenti di tribuna (progetto che prevede la presenza di due ex arbitri che, seguendo la partita attraverso un sistema di monitor capace di fornire tutte le angolazioni di ripresa, sono in grado, in circa 20 secondi, di informare il giudice di gara su episodi dubbi, gol non gol, rigori, espulsioni), è in Lega. È un buon progetto, di sicuro bisogna trovare il modo di aiutare gli arbitri, di migliorare il sistema». Arbitri che finora sono stati molto severi.

In B ci sono state tantissime espulsioni, rigori. «Avevano avvisato che sarebbero stati severi», ha chiuso Maio, «ma credo che in ogni cosa ci voglia il buon senso. Ad Avellino 4 espulsioni sono fuori dal mondo. La gente paga per vedere le partite. Anche con Thiam la mano è stata troppo pesante. Un po’ colpa sua è stata ma ha subito punizioni eccessive. Ci vuole moderazione e buon senso».

Teresa Di Rocco

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