Mammarella: «Chiediamo scusa a società e tifosi»

Parla solo il capitano tra i rossoneri: «Incapaci di reagire alle prime difficoltà della partita. Ci rifaremo a Brescia»
LANCIANO. Dura parlare a caldo, in casa rossonera, dopo una scoppola simile. E infatti a presentarsi in sala stampa arriva, a quasi un'ora di distanza dal triplice fischio finale, un solo calciatore della Virtus. Chi? Risposta facile facile: il frentano d'adozione Carletto Mammarella, capitano e parafulmine della squadra, a nome della quale ha parlato anche negli ultimi due mesi della stagione scorsa, complice l'embargo deciso, dal tecnico di allora, Marco Baroni. Stavolta, però, il motivo della sua presenza è di ben altra natura ed è legato all'esigenza di metterci la faccia, al termine di un ko che, per proporzioni, non ha molti eguali nella pur lunga storia calcistica del club. «La prima cosa da fare», sottolinea l'esterno sinistro rossonero, dai cui piedi è comunque partito l'assist che ha determinato l'unica segnatura della Virtus, «è chiedere scusa, a nome della squadra, a tutti. Dal pubblico alla società, passando per lo stesso mister (che pure, prima di lui, si era assunto le proprie responsabilità, ndc). Del resto, ci rendiamo perfettamente conto di aver dato vita ad un gran brutto spettacolo, visto da fuori, almeno. Peccato, perché in settimana l'avevamo preparata bene, fin nei minimi dettagli. Ed è proprio questo, forse, il nostro rammarico peggiore: di non essere cioè riusciti a far nulla di quanto studiato in allenamento, pur conoscendo bene l'ottima organizzazione di gioco del Frosinone. Che ha confermato sul campo di essere la classica squadra di categoria: ben strutturata e pronta a far male».
Una Virtus spenta, persino sfilacciata, in talune fasi del match: «Credo che la nostra pecca maggiore», la replica di Mammarella, «sia stata la mancata reazione alle prime vere difficoltà insorte nel corso del match. Ciò che invece non era accaduto, ad esempio, a Catania o col Varese, una volta ridotti in dieci. Non si è vista la solita Virtus, dal carattere forte e decisa a non arrendersi. E quando ad una formazione come la nostra vengono meno simili caratteristiche, il rischio di andar incontro a brutte figure è dietro l'angolo».
Come se ne viene fuori? "Ripartendo immediatamente, senza per questo dimenticare gli errori commessi. Affinchè non abbiano a ripetersi. Ed in tal senso, è un bene che si torni a giocare subito (martedì sera, a Brescia, ndc), perchè questo ci consentirà di provare a cancellare il prima possibile un rovescio simile. Nell'arco di una stagione», la chiosa del capitano, «lunga ed intensa come quella di serie B, può capitare una giornataccia del genere. L'importante però è che non si ripeta, ed in tal senso sono abbastanza fiducioso».
Come mai? «Perchè al rientro negli spogliatoi, dove non volava una mosca, ho avuto modo di guardare negli occhi i miei compagni. Ed in tutti, dal più anziano al piu giovane, ho letto, oltre alla delusione, la mia stessa, grandissima voglia di cancellare, il più velocemente possibile, la prestazione odierna».
Stefano De Cristofaro
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