Mammarella l’insaziabile: «Obiettivo Triplete»

Per il portiere dell’AcquaeSapone la coppa Italia 2019 è il 10° titolo in carriera: ora voglio lo scudetto
PESCARA. Insaziabili. La bacheca dei trofei dovrà essere allargata. Tre Coppe Italia, due Supercoppe, una Winter Cup, uno scudetto e altri due scudetti giovanili. Sono nove i titoli messi in bella mostra dall’AcquaeSapone nella sala dei trofei. I campioni d’Italia in carica domenica a Faenza hanno alzato al cielo la seconda coppa Italia - bissando il successo dell’anno scorso - confermandosi di nuovo squadra da battere. La vittoria contro Pesaro è arrivata dopo una guerra di nervi, una partita a scacchi vinta grazie allo scacco matto di Leandro Cuzzolino, argentino con il cuore pescarese visto che in Abruzzo ha messo su famiglia. La firma in calce a questo successo, però, è anche quella di Stefano Mammarella, il portierone nerazzurro che ha neutralizzato tutte le sortite dei marchigiani. Il 35enne portiere teatino è al decimo titolo in carriera, di cui sette quelli vinti con l’AcquaeSapone, oltre allo scudetto e alla Champions centrati con il Montesilvano e all’Europeo vinto con la maglia azzurra. «Non sono sazio», mette subito le cose in chiaro il portiere più forte del mondo. «È sempre bello alzare trofei e non voglio smettere di farlo. Una dedica? Alla mia famiglia», continua il classe 1984 nerazzurro. «Dopo il successo dell’anno scorso era difficile fare il bis, ma noi ci siamo riusciti», afferma con un pizzico d’orgoglio il “cucchia”, diminutivo di cucchiaio, e si fa presto a capire il perché. Stefano ama il cibo, ma guai a sgarrare quando è sotto il controllo di Tino Perez. «È un grande allenatore e, da quando è arrivato qui, ci ha dato grande tranquillità e spensieratezza. La finale l’abbiamo vinta così, usando la testa e senza farci prendere dal panico. Sotto questo aspetto Perez è stato bravissimo». Mammarella ha ricevuto offerte da tutto il mondo, ma non ha mai voluto lasciare la sua terra e adesso punta al Triplete. «Voglio lo scudetto e faremo di tutto per vincerlo ancora. Dopo Supercoppa e coppa Italia sarebbe bellissimo centrare il Triplete. Ma non mi fermo qui, perchè il sogno è vincere di nuovo la Champions. È il mio chiodo fisso e voglio provare ad arrivare alla finale nella prossima edizione». Magari di nuovo con Tino Perez in panchina, che, con il trofeo vinto a Faenza, è salito quota 4 da quando è arrivato all’AcqueSapone. «Non era facile confermarsi, avevamo tanta pressione addosso, l’effetto sorpresa di un anno fa non c’era più. Servivano tre partite pazienti, intelligenti, intense: le abbiamo giocate, ed è arrivato quest’altro titolo», il commento dell’hombre de toledo, che si è calato a pieno nella nuova dimensione del futsal italiano. «Vincere questa coppa è stato molto difficile», racconta il tecnico spagnolo, che con la mente torna alla finale di domenica sera «È stata una final eight molto competitiva, contro grandi squadre. Siamo stati bravi a battere Pesaro, che reputo una squadra fortissima e allenata da un grande tecnico come Colini. Tuttavia, abbiamo meritato di portare a casa la Coppa perchè nell’arco della gara abbiamo creato tanto. Bisogna fare i complimenti a tutti, specie a Cuzzolino». Proprio per il match winner, Perez riserva una menzione speciale «Leandro, come Ercolessi e Avellino, all’inizio dell’anno era uno dei tre volti nuovi in una squadra rispetto all’anno scorso. Devo dire che Cuzzolino, dopo qualche fatica iniziale, si è inserito alla grande nella mia filosofia di gioco e di come intendo il futsal». Ora un paio di giorni di riposo e da domani di nuovo in campo a sudare perché c’è uno scudetto da difendere. «Giusto festeggiare, ma non troppo. Siamo già proiettati alla prossima partita con l’Arzignano. Il nostro obiettivo è chiudere al primo posto e puntiamo tutto sui play off che vogliamo vincere, come abbiamo fatto l’anno scorso». Insaziabile, come la sua AcquaeSapone.
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