Mammarella: «Noi salvi, ora tifo per il Lanciano»

L’ex capitano rossonero ha conquistato la permanenza in B con la Pro Vercelli: una bella soddisfazione dopo il trasferimento in Piemonte avvenuto a gennaio
LANCIANO. E' stato a Lanciano dal 2008 fino a gennaio 2016. Ha vissuto tutta l'epopea rossonera degli ultimi anni compresa la storica promozione in serie B del 2012 e la vetta della classifica di B per 7 giornate nell'anno di Baroni allenatore. E' tra i migliori terzini della serie B.
E' Carlo Mammarella. A Vercelli Mammarella ha raggiunto la salvezza che ora tenta di guadagnare, tribunali e ricorsi permettendo, la sua Virtus. «Abbiamo rischiato, ma alla fine ci siamo salvati» dice Mammarella, «ora tocca alla Virtus. A Vercelli mi sono trovato bene. Sono stato accolto benissimo dalla società, dai tifosi molto attaccati alla maglia, a quello che rappresenta per il passato glorioso che ha con i 7 scudetti vinti. Il mio contratto scade nel 2018». E' felice l'ex capitano rossonero per la salvezza raggiunta a Vercelli, ma dispiaciuto la Virtus. «I miei compagni comunque sul campo la salvezza l'hanno raggiunta eccome», precisa il terzino, «i punti sono 48. Hanno fatto un buon girone di ritorno, grazie anche a quegli innesti che mister D'Aversa aveva chiesto a giugno. Ora però c'è il problema delle penalizzazioni. Un dato di fatto c'è: la società ha sbagliato. Ma è un errore amministrativo, non un illecito sportivo. Nel calcio andrebbero riviste le leggi», continua Mammarella, «perché non è possibile che siano equiparati illeciti amministrativi e sportivi. C'è differenza tra chi compra una partita e chi paga in ritardo. C'è confusione totale». Ma, l'ex capitano va anche oltre nell'analisi di quanto sta accadendo. «Io sono andato via per una scelta mia, per la famiglia e anche perché alla fine si è spezzato qualcosa con la società a livello umano e calcistico. In questi anni si è parlato di un modello Virtus da seguire, ma la società deve anche ringraziare i giocatori, il gruppo storico che si è sempre messo a disposizione quando c'erano della difficoltà se ha mantenuto un buon profilo. A livello economico in questi anni ci siamo sempre seduti a tavola per discutere dei contratti, degli stipendi e la partecipazione della squadra e dei ragazzi è stata notevole. Ma a tutto c'è un limite e a gennaio si è arrivati al capolinea. Trovandomi anche in una situazione personale particolare, per evitare che si riflettesse sulla squadra, e grazie all'offerta della Pro Vercelli, sono andato via».
Insomma un addio tutt'altro che tra baci e abbracci con i Maio come era sembrato nella conferenza stampa di addio. Ad ogni modo è passato e Mammarella comunque è legato alla città e alla maglia rossonera. E il 4 giugno, se la Virtus disputerà i play out sarà a Lanciano. «Mi piacerebbe esserci per i miei compagni, per la gente perché mi dimostra affetto anche se sono stato via. Se dovessi andare allo stadio andrei in curva o ai distinti ma credo che guarderò la partita da casa».
Partita difficile come lo sono le finali con il Lanciano in fase calante negli ultimi tempi e la Salernitana in grande spolvero. «La Virtus è calata nelle ultime 10 gare», fa notare il terzino, «ma ha pesato molto la storia dei deferimenti e delle penalizzazioni. Non è facile giocare pensando a cosa possa accadere, ai punti che si perdono». Mammarella è un doppio ex, avendo militato anche nella Salernitana nella stagione 2007-08. «Saranno due partite molto dure. La Salernitana è più libera mentalmente e ha il vantaggio della posizione in classifica. Anche noi nei play out contro la Juve Stabia ci salvammo grazie alla posizione in classifica. Ma la Virtus può e deve farcela. Deve puntare su Guido Marilungo, valore aggiunto che mette sempre davanti la squadra e su Federico Di Francesco che però non ci sarà al Biondi».
Teresa Di Rocco
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