Mammarella, nuova vita da direttore sportivo

L’ex terzino di San Giovanni Teatino e capitano della Virtus Lanciano oggi è dirigente della Ternana
A Lanciano lo chiamavano il Sindaco; a San Giovanni Teatino, il suo paese, Carletto; oggi a Terni è il direttore. Carlo Mammarella, 42 anni, sposato e padre di due figlie, si trova a vivere in una nuova dimensione: un tempo difendeva, si produceva in sgroppate sulla fascia sinistra, calibrava cross deliziosi per gli attaccanti e... spesso metteva il pallone all’incrocio dei pali su punizione grazie a un sinistro chirurgico; oggi è il direttore sportivo della Ternana (serie C/B). Fresco di nomina, perché aveva iniziato la stagione come responsabile del settore giovanile; poi, la rottura tra il ds Capozzucca e il presidente Guida ha portato alla promozione in prima squadra di Mammarella caldeggiata dal dg Foresti, ex Catanzaro. A Terni è da cinque anni: ha vissuto sul campo l’ultima promozione in B e da separato in casa l’ultima retrocessione. Nel frattempo, ha ottenuto l’abilitazione da direttore sportivo e ora si trova a gestire i problemi economici, tecnici e ambientali del passo indietro dalla B alla C. Lo fa insieme all’allenatore, Ignazio Abate, ex terzino del Milan e grande amico di Ibrahimovic. Due terzini, uno destro e uno sinistro. Nati entrambi per attaccare. Forse vedono anche la vita nello stesso modo, da due angolazioni diverse, ma con le stesse necessità, speculari.
Era l'estate del 2019 quando l’ormai ex terzino sinistro lasciava la Pro Vercelli per passare alle Fere voluto dall’allora ds Luca Leone. Per Mammarella due stagioni da calciatore con la Ternana, 55 presenze, 5 gol e 12 assist, di cui la seconda con la fascia da capitano al braccio nell'anno della promozione dei record. Per Mammarella arriva il ritiro dal calcio giocato, chiudendo la carriera al meglio, alzando i trofei di campionato e supercoppa di serie C. Qualche problema di salute e ora rieccolo in prima linea, ma dietro la scrivania. In Abruzzo lo ricordano nel settore giovanile del Pescara. E soprattutto per gli otto anni alla Virtus Lanciano. Dal 2008 al 2016. In rossonero lo volle Eusebio Di Francesco. 244 presenze e 20 gol. Un esempio di professionalità e di qualità tecniche e umane. La promozione in serie B, la salvezza e l’apprezzamento unanime. Ora ha in mano una piazza da rilanciare, Terni, e il battesimo, tra poco più di un mese avverrà contro il Pescara nella prima di campionato al Liberati.

