Mammarella: Virtus, otto stagioni da favola Peccato sia finita così

12 Gennaio 2017

Da Lanciano a Vercelli: il terzino un anno dopo «I Maio? Mi dispiace, ma ci siamo lasciati male»

Da Lanciano a Vercelli, il bilancio di un anno lontano (calcisticamente parlando) dall’Abruzzo per l’ex capitano della Virtus, Carlo Mammarella, il terzino di San Giovanni Teatino che continua a essere protagonista con il suo sinistro magico anche in serie B.

Un anno a Vercelli, qual è il suo bilancio?

«E’ una nuova esperienza, a livello anche emotivo e caratteriale. Non è stato facile lasciare l'Abruzzo dopo tanto tempo, anche a livello familiare. All'inizio c’è stato qualche problema, ma l'ambiente un po' alla volta mi ha aiutato. E adesso mi trovo bene, sotto tutti i punti di vista».

Pentito o soddisfatto della scelta fatta?

«Sono soddisfatto per quelli che erano i miei progetti a Lanciano che, purtroppo, sono svaniti nel nulla. Diciamo che è stata una scelta azzeccata per la mia carriera».

Giusto in tempo visto che poi, a luglio, la Virtus ha rinunciato a fare calcio a livelli professionistico.

« Proprio così».

Di quel gruppo che cosa è rimasto?

«Un rapporto strepitoso che va dai magazzinieri ai dottori, passando per i compagni. Ci sentiamo giornalmente con molti di loro. E poi è rimasto il rapporto forte con quei giocatori che per anni hanno costituito lo zoccolo duro dello spogliatoio, uomini veri che ho avuto sempre al mio fianco».

Ad esempio?

«Aquilanti, Casadei, Di Cecco, Aridità, Paghera, Piccolo, oltre al mister D'Aversa. Forse dimentico qualcuno...».

Se guarda indietro come racconterebbe gli otto anni di Lanciano?

«Una favola stupenda, vissuta da parte mia con il massimo dell'intensità. Non mi sono risparmiato, né mai tirato indietro di fronte alle difficoltà. Non rimpiango niente, otto anni indimenticabili che appartengono alla mia vita calcistica e privata».

Come si è lasciato con i Maio proprietari della Virtus?

«Purtroppo male. Mi dispiace in maniera particolare aver interrotto il rapporto con il patron Franco. E' stato un punto di riferimento, sia dentro che fuori dal campo. Sono contento che siano successe determinate cose perché mi hanno aiutato a capire le persone con cui mi confrontavo giornalmente».

E con Manuel Turchi, il marito della presidente Valentina Maio?

«Io, per otto anni, ho considerato Manuel un compagno di squadra con il quale vivere gioie e difficoltà del gruppo. Ricordo ancora oggi il discorso con il quale mi ha passato la fascia da capitano a Castellammare di Stabia. Mi dispiace che il rapporto si sia un po' deteriorato».

Andrà al Parma di mister D’Aversa?

«La Pro Vercelli non intende trattare in nessun modo la mia cessione. Ha chiuso a ogni tipo di trattativa e la cosa mi rende orgoglioso».

Com'è questa serie B?

«Equilibrata, come ogni anno. Il girone di ritorno sarà decisivo».

Il suo piede sinistro come sta?

«In estate ho avuto dei problemi fisici che mi sono portato dietro. Ora va decisamente meglio. Spero di fare anche qualche gol nel ritorno». (r.c.)

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