Manaj si presenta: il mio idolo? Io tra dieci anni

L’attaccante cresciuto alla corte di Mancini: «Devo fare bene qui per poter tornare all’Inter»
PESCARA. Ecco Rey Manaj. In passato, è stato spesso dipinto come un ragazzo esuberante e determinato. In effetti, il 19enne albanese non ha peli sulla lingua, non conosce il significato della parola paura e ha sempre una gran voglia di scherzare. Mai un ritratto fu così azzeccato. Ieri, infatti, dopo le visite mediche e la firma del contratto, il neoacquisto biancazzurro ha dato subito un saggio della sua ironia. «Erede di Lapadula? Macché, io sono più forte», queste le prime parole dell’ex interista. Un’affermazione che ha creato un po’ di imbarazzo a chi lo circondava (familiari ed entourage) davanti agli uffici del presidente Daniele Sebastiani. Per fortuna, lo stesso Manaj ha ristabilito la calma. «Ovviamente, era una battuta. Lapadula ha disputato una grande stagione a Pescara e mi auguro di fare altrettanto». Scherzi a parte, secondo la dirigenza il 19enne albanese ha tutti i requisiti per diventare l’erede di Gianluca Lapadula, che però non è il suo idolo. Non lo è nemmeno l’argentino Mauro Icardi, al quale ha cercato di rubare qualche segreto l’anno scorso nell’Inter durante gli allenamenti. «Il mio idolo sono io tra dieci anni»! Ecco il secondo affondo della punta che, quasi sicuramente, con le prime dichiarazioni riscuoterà grandi successo tra i pescaresi, visto che questi ultimi hanno spesso lodato personaggi disinvolti e carismatici. Determinato, sicuro di sé, ma anche un po’ sfrontato. Manaj si è presentato così. Secondo molti addetti ai lavori, Rey è uno dei migliori calciatori di prospettiva del panorama calcistico italiano. E, appena sbarcato in riva all’Adriatico, il giovane di Lushnjë, arrivato in Italia con la famiglia quando aveva 11 anni, ha dato un saggio della sua audacia. Un predestinato, che nel corso della sua breve carriera si è messo in luce anche per alcuni comportamenti al di sopra delle righe. Massimo Oddo lo aspetta, toccherà a lui capire se il prossimo potrà essere l’anno della consacrazione per la punta l’ex punta di Piacenza, Cremonese, Sampdoria e Inter. «Ho parlato con Oddo alcuni giorni fa. Non vedo l’ora di mettermi a disposizione. Questa è una stagione importante per tutti noi, mi auguro di dargli un grande aiuto. Preferisco giocare prima punta, ma posso fare anche altri ruoli in avanti. Accetterò qualsiasi scelta dell’allenatore. Ho seguito le partite del Pescara ai play off e ho visto una squadra che gioca un calcio bellissimo. Obiettivo? Quello personale lo tengo per me. Dobbiamo salvarci a tutti i costi».
In Abruzzo troverà il suo connazionale, Ledian Memushaj, pronto a fargli da chioccia. «Non ci siamo sentiti, però mi ha sempre detto che qui si trova bene». L’Inter lo ha ceduto in prestito secco, ma al Pescara verrà versato un premio di valorizzazione. In futuro Rey vorrebbe affermarsi con la maglia nerazzurra. «Ora penso solo al Pescara. Solo se farò un buon campionato qui potrò tornare all’Inter da protagonista. L’anno scorso ho giocato poco, però ho imparato tante cose. Lavorare accanto a tanti campioni, alle dipendenze di Mancini, è stata un’esperienza utilissima».
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