Mancinelli: amo Chieti, ma a giocare non ci torno
Il teatino ex scudettato della Fortitudo ha appena trascinato Torino in A: per me un grande orgoglio
CHIETI. È stata, per lui, la classica settimana perfetta. Da tifoso ha festeggiato il Bologna Calcio e la Fortitudo Bologna (neopromossa in A2), da protagonista ha riportato Torino nella massima serie dopo 22 anni. Stefano Mancinelli è un teatino doc ed è un’icona del basket nazionale.
Mancinelli, 17 punti segnati nella decisiva gara-5 di mercoledì vinta contro Agrigento.
«Sì, senza dubbio è stata una settimana piena di gioia. Il successo con Torino mi riempie d’orgoglio visto che si tratta di una piazza storica del basket. Un segreto particolare non c’è. Non siamo partiti bene in stagione, ma siamo riusciti ad arrivare ai play off in grande forma e, alla fine, questo è quello che conta».
Agrigento aveva eliminato Treviso, Verona e Casale Monferrato. Avete avuto un po’ di timore nell’affrontarla?
«Ci abbiamo creduto sempre anche quando ci siamo presentati a gara-4, in Sicilia, sotto 2-1 nella serie. Siamo riusciti a vincere e poi è arrivato il trionfo in casa nostra».
Lo scudetto con la Fortitudo Bologna o questa promozione con Torino. Quale il trionfo più bello?
«Lo scudetto, ma per una serie di motivi, anche questo successo non è secondo a nessuno».
Una stagione non facile per lei visto l’infortunio.
«Mi sono fatto male al gomito sinistro ed è il braccio con cui tiro. Perciò ho messo un po’ più del previsto a rientrare. Ma alla fine sono riuscito a dare il mio contributo».
Resterà a Torino?
«Senza dubbio. Ho il contratto qui e non ho intenzione di muovermi».
Come vede dall’esterno il movimento abruzzese?
«Mi sembra in salute. Mi piacerebbe rivedere una squadra abruzzese in A. In particolar modo Chieti, che ha disputato una stagione incredibile promuovendo diversi talenti. Conosco personalmente il presidente Di Cosmo e spero che Chieti se lo tenga stretto. Il basket non è come il calcio che, salendo di categoria, permette di aumentare gli incassi. Proprio per questo gli andrebbe fatta una statua visto il suo impegno e dedizione».
Un suo ritorno a Chieti?
«Seguirò Chieti sempre con grande affetto, lì ho tanti amici, la mia famiglia, è una città e una terra che amo, ma non è nei miei piani tornare a giocare a Chieti».
È di Chieti anche il suo miglior amico, Alessandro Marzoli, presidente della Giba.
«È il mio miglior amico ed è una persona seria, intelligente e corretta ed è per questo che l’ho proposto come presidente Giba».
Cosa farebbe per risolvere i problemi del basket?
«Interverrei a livello di marketing. Anche la Nazionale di rugby non vince molto, eppure, ogni volta che gioca se ne parla tanto. Coinvolgerei maggiormente le tv e un personaggio come Armani».
Finale scudetto Reggio Emilia-Sassari. Sbagliato parlare di sorpresa?
«Credo di sì, perché Sassari ci sta provando da diversi anni e Reggio Emilia è una splendida realtà, come Venezia. Milano è andata male e questo dimostra che non sempre vince chi ha il budget più alto».
È stato anche capitano della Nazionale. In vista degli Europei nutre una speranza?
«La squadra c’è, il talento anche. Se dovesse arrivare una chiamata andrei subito».
Non solo giocatore di basket, ma anche imprenditore con la catena di negozi “Space 23”.
«Insieme a Marco Materazzi, abbiamo voluto fare questa nuova esperienza. Ci siamo conosciuti grazie a amici comuni, entrambi siamo malati di scarpe. Attualmente abbiamo tre negozi, Milano, Roma e Perugia e a breve apriremo anche a Torino. Marco è una persona fantastica molto legata alla famiglia ed è un piacere averlo come socio».
Matteo Falzon
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