Mancini: «Alla mia Italia serve tempo»

Il ct: non sono un mago. Balotelli si comporti bene, porte aperte a Buffon e De Rossi
FIRENZE . Chiamatelo come volete tranne mago. «Non ho la bacchetta magica per risolvere tutto in tre partite, serve tempo ma ho fiducia». Primo giorno di raduno a Coverciano per Roberto Mancini e la sua nuova Italia in vista dei test contro Arabia Saudita (lunedì), Francia (1 giugno) e Olanda (4 giugno). Un gruppo che ha già perso per infortunio Emerson, Marchisio, Bernardeschi e Immobile (potrebbero aggregarsi dopo il primo test con l'Arabia gli Under 21 Cutrone, Calabria e Barella). Un gruppo in cui è tornato dopo 4 anni Balotelli (esibendo cinque orecchini e la solita cresta), c'è qualche veterano come Bonucci neo capitano azzurro ma mancano Buffon e De Rossi (per i quali le porte sono sempre aperte) e c'è un bel manipolo di giovani che spingono il ct all'ottimismo. «In passato abbiamo avuto periodi in cui abbondavano i grandi giocatori, ora non è più così ma penso che questi che ci sono possano diventare bravi», ha detto Mancini. «Proprio perché siamo l'Italia dobbiamo cercare di vincere sempre, anche nelle amichevoli. È anche una questione di ranking». Il ct ha diretto il primo allenamento in maglietta, pantaloncini e scarpini correndo insieme ai giocatori poi divisi in due gruppi tra prove tecniche, parte fisica e 4-3-3. «Contro Arabia, Francia e Olanda giocheranno tutti». L'osservato speciale è Balotelli. «Dovrà dare il massimo e ben comportarsi come tutti gli altri». Mancini si è sentito per telefono con Buffon deciso a non vestire l'azzurro neppure a Torino il 4 giugno con l'Olanda: «Rispetto le sue scelte, vuol continuare a giocare e tutti quelli che lo faranno sono convocabili, vale anche per De Rossi».

