Mancini sembra rinato: «Sono un trequartista, non un uomo di fascia»

10 Settembre 2015

L’AQUILA. A distanza di giorni, tra i tifosi si parla ancora dell’eurogol con cui Manuel Mancini ha battezzato il campionato dell’Aquila, regalando la prima vittoria e i primi tre punti. Una parabola...

L’AQUILA. A distanza di giorni, tra i tifosi si parla ancora dell’eurogol con cui Manuel Mancini ha battezzato il campionato dell’Aquila, regalando la prima vittoria e i primi tre punti. Una parabola perfetta che ha scacciato in un solo colpo tutte le perplessità che avevano accompagnato il giocatore per tutta la scorsa stagione. Arrivato in pompa magna nell’estate 2014 per giocare da trequartista dietro le punte, con il ritorno dell’allora tecnico aquilano Giovanni Pagliari al 4-3-3, l’ex fantasista della Salernitana uscì ben presto dai radar, finendo spesso in panchina e optando per il prestito al Messina nello scorso gennaio. Il resto è storia recente. Tornato in rossoblù, ci ha messo poco per stregare il direttore sportivo Alessandro Battisti e il tecnico Carlo Perrone, il tutto grazie a prove maiuscole fornite in precampionato. Una vera rinascita per il dieci aquilano: «Sono contento di come sia iniziato questo campionato. Avverto la massima fiducia da parte di tutti, dall’allenatore alla società».

Mancini, poi, parla di cosa non era andato nella sua prima esperienza in maglia aquilana: «L’anno scorso arrivai per fare il trequartista. A conti fatti, però, dopo il buon esordio in coppa Italia contro l’Altovicentino, fui sempre schierato da esterno d’attacco nel 4-3-3. Non era il mio ruolo anche perché non sono un giocatore che predilige la corsa. In più, non avvertivo fiducia, così a gennaio decisi in accordo con la società di provare a giocare altrove». A volte, bastano le persone giuste al posto giusto per trasformare un giocatore. «E’ vero. Quest’anno è tutta un’altra musica. Rispetto alla passata stagione, é evidente che ci sia maggiore chiarezza in tutto, dal rapporto allenatore- giocatori fino a quello tra i giocatori e la società. L’uomo in più è il tecnico Perrone che conoscevo sin da quando giocavo con la Salernitana. Mi sta dando fiducia e responsabilità. Io di questo vado orgoglioso anche perché é una persona leale ed equilibrata. Il ds Battisti? Per lui parla la corsa in mezzo al campo dopo il mio gol. Un gesto di affetto e di coinvolgimento emotivo che vale più di mille parole. Colgo l’occasione, inoltre, per ringraziarlo di cuore per le belle parole che mi ha rivolto nei giorni scorsi (Battisti lo aveva definito un esempio per tutti i compagni, ndc)». Intanto Mancini sarà di sicuro confermato nel trio di centrocampo per la prima trasferta di campionato in programma domenica ad Arezzo (fischio d’inizio ore 15). Sul fronte formazione, si va verso la conferma del 4-3-3 con Andrea Mancini in pole position per sostuire nel tridente offensivo lo squalificato Tommaso Ceccarelli.

Giammarco Menga

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