Maniero, futuro ancora in bilico

12 Gennaio 2015

Il Catania ci riprova per il bomber del Pescara. Di Cecco carica: «Il Lanciano merita di più»

di ROCCO COLETTI

Una prova di forza ben riuscita. E così nella domenica in cui la Roma sperava nel sorpasso in vetta alla classifica, ecco che la Juve è tornata a più tre sui giallorossi. Ha allungato di nuovo con un successo che a Napoli mancava da 14 anni. Si è imposta con personalità dopo tre pareggi nelle ultime quattro gare. La Vecchia Signora ha voluto ribadire il proprio primato. E prendersi la rivincita dopo la Supercoppa persa a Doha (ai calci di rigore) prima di Natale. La personalità e la forza dei bianconeri – nella notte del San Paolo dedicata al compianto Pino Daniele – sono emerse dopo il momentaneo pareggio di Britos, quando era più facile immaginare un Napoli arrembante – sulle ali dell’entusiasmo, spinto dal tutto esaurito sugli spalti – che una reazione bianconera. Ecco perché il successo della Juventus assume ancor più spessore. E regala il platonico titolo di campione d’inverno. Va detto che il presidente partenopeo De Laurentiis non l’ha presa bene e si è scagliato contro arbitro e assistenti per la rete del 2-1 di Caceres viziata da un fuorigioco evidente solo davanti al replay televisivo.

La Roma, invece, ha rallentato nel derby, ma la stella della domenica calcistica porta il nome di Francesco Totti, il 38enne, eterno, capitano che ha firmato la rimonta sulla Lazio. Così facendo è diventato il capocannoniere dei derby con 11 gol e in carriera il bottino è salito a quota 239. Numeri da campione, indipendentemente dalla bacheca. Tanto di cappello. Ma la Roma ha regalato un tempo, mentre la Lazio si è fatta rimontare di nuovo. Pareggio giusto all’Olimpico.

Bene l’Inter al quarto risultato utile di fila. Bene perché lascia intravedere margini di miglioramento e perché sul mercato si è assicurata un giocatore, lo svizzero di origine kosovara, Shaqiri, che può effettivamente alzare il livello della squadra. Probabilmente, si tratta del miglior colpo messo a segno in serie A nella sessione invernale.

Continua a non convincere il Milan. Un punto in due gare nel 2015. La squadra non decolla e Inzaghi non convince. La società lo sta proteggendo, e fa bene, ma sappia che Seedorf per molto meno l’anno scorso è stato crocifisso.

@roccocoletti1

©RIPRODUZIONE RISERVATA