Marino senza rancore: a Pescara solo rimpianti

6 Marzo 2015

«Torno volentieri, in biancazzurro l’anno scorso sono stato bene»

PESCARA. Tornerà all’Adriatico dopo 385 giorni. Il suo Vicenza viaggia a vele spiegate verso la serie A e l’allenatore Pasquale Marino è l’ex più atteso della sfida di domani pomeriggio tra il Pescara e i biancorossi. Il grande ex a 48 ore dalla delicata sfida in chiave play off si racconta al Centro.

Pasquale Marino, sarà emozionato per il ritorno in quello che è stato il suo stadio nella passata stagione?

«Torno volentieri a Pescara perché è un posto dove sono stato molto bene. Ho avuto un gran bel rapporto con la città, la tifoseria e la società».

E' stato esonerato a febbraio dell'anno scorso, ma con la dirigenza come si è lasciato?

«Il rapporto con Sebastiani è buono. Ci siamo sentiti un paio di settimane fa. Mi ha anche inviato una mia foto da calciatore e mi ha fatto qualche battuta. Anche con Danilo Iannascoli ho un gran bel rapporto. E non dimentico Gianni Paglione. Loro tre si sono comportati da signori».

Lo sa che sta allenando il nipote del presidente, Andrea Mancini.

«Sì, lo so. Mancini è un bravo ragazzo e Sebastiani mi chiede spesso come si comporta il nipote».

Senta, ma che cosa sta combinando a Vicenza?

«Stiamo facendo un miracolo. L'80% dei giocatori erano pronti per fare la Lega Pro, invece adesso sono terzi in classifica in serie B. Ho gente che ha fame e voglia di mettersi in gioco».

Ha trasformato e rigenerato diversi giocatori, come Moretti, Di Gennaro e Laverone.

«Sono i fiori all'occhiello di questa squadra. Laverone da terzino è diventato esterno d'attacco. E' rapido, ha senso della posizione e sa crossare molto bene. Di Gennaro è un valore aggiunto e si è subito calato nella parte. Lui e Moretti sono professionisti esemplari, ma potrei fare tanti esempi. Ho un gruppo straordinario».

Pronto per la promozione in serie A?

«Calma (ride). Il campionato è ancora lungo. Viviamo alla giornata e cerchiamo di centrare i prossimi tre punti per la salvezza, poi ci divertiremo. Tutti ci davano per spacciati a fine ottobre, adesso invece siamo diventati la sorpresa del campionato».

Perché ha scelto Vicenza, quando poteva benissimo aspettare la chiamata del Catania o di un club di A?

«Avevo anche altre occasioni tra le mani, ma ho scelto Vicenza perché a me piacciono le sfide e volevo rimettermi in gioco. Non è stata una scelta dettata dai soldi, ma dagli stimoli. Io ne ho tanti».

Del Pescara che cosa pensa?

«Sta facendo bene. L'organico è di prim’ordine e c'è un tecnico preparato come Baroni, che è anche una persona molto seria. Non ha punti deboli e ha una rosa fortissima per la B».

Brugman e Zuparic. Due giocatori che hanno un gran bel ricordo di Pasquale Marino.

«Brugman è il valore aggiunto del Pescara. L'anno scorso dopo l'amichevole con il Messina mi ha impressionato e ho capito che avrebbe potuto ricoprire il ruolo di metodista. Anche Sebastiani me ne parlava benissimo. Non solo Gaston, ma anche Caprari ha dei numeri importanti ma deve convincersi della suo talento. Poi non dimentico Politano, giocatore fortissimo. Per lui l'anno scorso ho sacrificato Cutolo che era stato il colpo del mercato estivo».

E' sicuro: nessun sassolino da togliere dalle scarpe?

«Il passato è passato, io guardo al futuro. L’anno scorso lo spogliatoio era con me, questo è sicuro e posso garantirlo. Non nutro rancore verso la piazza di Pescara nonostante il mio sia stato un finale un po' burrascoso. Ripeto, da voi sono stato bene. Rimpianti? Si, ci sono. Ero riuscito a trovare il giusto equilibrio di squadra, ma poi c'è stato quel black out e sono stato esonerato. Avevo capito che c'era qualcosa di strano già dalla partita con la Juve Stabia, la prima del girone di ritorno, in cui perdemmo 2-1».

Chi vorrebbe togliere al Pescara?

«Ci ha già pensato il giudice sportivo a togliere due giocatori forti come Memushaj e Bjarnason, anche se a me mancherà Manfredini. Un pilastro della difesa».

Chi verrà promosso in serie A?

«Il Carpi andrà su. Per il secondo posto sarà una lotta tra Avellino, Spezia, Bologna e Pescara. Poi, anche il mio Vicenza…»

Il giocatore più forte della B?

«Il giocatore che mi ha più impressionato è Sbrissa. Centrocampista del Vicenza classe 1996. Tra qualche tempo sentiremo parlare di lui».

Chi vincerà domani?

«Non sono un mago. Noi stiamo bene, ma anche il Pescara non scherza. Partita da tripla».

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