Marshall, a 43 anni la leggenda cubana è la stella di Ortona

Nel 2001 lasciò la Nazionale per trasferirsi in Italia In attacco salta 380 centimetri, ha giocato in 5 Paesi
ORTONA. Un cubano a Ortona. Una leggenda della pallavolo alla Sieco Impavida, impegnata in serie A3. Ha girato continenti e nazioni e a 43 anni la nuova sfida è trascinare la Sieco in A2. Sabato scorso è stato decisivo, domani il debutto casalingo (ore 20,30) contro Modica. Tanto per inquadrare il personaggio bisogna tornare indietro nel 2001 quando in Belgio, alla vigilia di un’amichevole, comunicò che non intendeva giocare più nella Nazionale. Pena: niente più ritorno in Patria. «Volevo l’Italia, solo l’Italia perché è il top della pallavolo professionistica». Una scelta che fece scalpore e che gli costò due anni di inattività nel bel mezzo di una carriera scintillante, per mettere a punto la documentazione. E dieci anni di esilio da Cuba, visto che tornò a l’Avana nel 2011. La pallavolo gli scorre nel sangue: papà (bronzo olimpico) e mamma hanno giocato sotto rete. Due glorie nazionali. E lui, invece, ha iniziato con il baseball per poi sterzare verso il volley senza che i genitori gli abbiano consigliato nulla. «Andai una volta al palazzetto, mi chiesero il nome. E poi mi dissero: se sei Marshall devi fare pallavolo». E così iniziò un amore che si trascina ancora oggi. «Mi diverto, e quando un lavoro ti piace vorresti che non finisse mai. Anche a 43 anni, ecco perché sono qui», racconta Leonel Marshall. Che in Italia si è stabilito a Piacenza dove ha giocato per anni (nel 2009 ha vinto anche uno scudetto e la Supercoppa italiana) e dove c’è la compagna. “Figli? No, li farò quando smetterò. Girare il mondo e stare lontano dagli affetti è brutto. Non ti fa stare bene». E lui è uno zingaro della pallavolo. Prima di arrivare a Ortona, in estate, ha giocato in Libia all'Asswehly Sports Club. E prim’ancora in Cina, Portogallo e Turchia, oltre a Italia e Cuba. «In Italia, specialmente nel centro-sud, la vita scorre come a Cuba. C’è gente calorosa e passionale, ti fa stare bene».
Leonel Marshall ha anche vinto per tre volte il titolo di miglior ricettore del campionato turco e quello per il miglior servizio nella World League del 2001. Con la sua partecipazione ai Giochi Olimpici del 2000 ha fatto parlare di sé per essere stato a 20 anni il componente più giovane della nazionale cubana di pallavolo.
E Ortona? «Mi trovo bene, una cittadina a misura d’uomo dove c’è tutto». La nuova sfida, a 43 anni, è trascinare la Sieco in A2, laddove è stata per dieci anni prima della retrocessione dell’ultima stagione, «ma meglio non dirlo. Ci sono anche gli avversari, meritano rispetto. Lo sport è così: prima fai e poi parli». E poi: «La Sieco è stata la squadra che mi ha cercato con più insistenza addirittura fin dall’inizio dello scorso anno. Si tratta di una società ambiziosa che ha avuto la pazienza di aspettarmi per tutto questo tempo. Sono consapevole di far parte di un gruppo importante. Dopo due anni fuori dall’Italia non vedevo l’ora di tornarci. Ho sempre giocato nel nord Italia e anche un anno a Roma ma in Abruzzo non ero mai passato e per me è una nuova esperienza. Entusiasmante. Adoro le nuove sfide». Buona la prima a Guidonia, successo al tie-break e 24 punti per il cubano dotato di grande elevazione, domani sera la prima casalinga ad Ortona. E Marshall sarà l’attrazione per il pubblico di fede biancazzurra e per gli appassionati di volley.
Anche perché alla voce requisiti tecnici è famoso per le sue capacità in elevazione che arrivano a toccare i 380 centimetri in attacco e i 340 a muro; è allo stesso tempo baluardo difensivo e potente terminale d’attacco.
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