Massa illude il Delfino È pari a Montesilvano

MONTESILVANO. Un pareggio prezioso per avvicinare l’obiettivo basilare della stagione: la salvezza. Il Delfino Curi chiama, il Montesilvano risponde: il derby pescarese finisce 1-1 e, alla fine,...
MONTESILVANO. Un pareggio prezioso per avvicinare l’obiettivo basilare della stagione: la salvezza. Il Delfino Curi chiama, il Montesilvano risponde: il derby pescarese finisce 1-1 e, alla fine, sorridono entrambe le squadre, a un tiro di schioppo dal garantirsi un altro anno in questa categoria. Per il Montesilvano è un punto utile per scavalcare il Lanciano (ko in casa con l’Angolana) ed entrare per la prima volta tra le prime 5, seppur a otto punti di distanza dalla Torrese. Una scalata figlia di un rendimento da 14 punti nelle ultime sette uscite. Ma la gara si accende solo nella ripresa, dopo un primo tempo dal diagonale di Gobbo a lato, da un colpo di testa fuori di Petito ma anche da tanta confusione. L’episodio che scuote il match arriva al 7’, quando Massa (al 5° centro stagionale) si fa trovar pronto a centro area e deposita in rete un cross di Falco dalla destra che il portiere verdeoro Ubertini aveva bucato. A quel punto la partita si scalda: il Delfino spreca l’opportunità del raddoppio con Di Giovacchino (colpo di testa di poco alto) e viene punito. Il baby Lupinetti fa tremare la traversa da fuori area, ma il pari del Montesilvano arrriva poco più tardi (27’ della ripresa) quando Petito, fino a quel punto piuttosto in ombra, disegna una parabola dorata per Marrone che colpisce di testa prendendo in controtempo il portiere Calore. Nel finale Di Giovacchino spreca una ghiotta palla gol per riportare avanti i ragazzi di Bonati, ma il risultato del derby pescarese non cambia. Soddisfatto il tecnico del Montesilvano Antignani: «Il pareggio è il risultato più giusto e me lo tengo stretto» Qualche malumore in casa Delfino Curi per alcune decisioni arbitrali: «Abbiamo accettato il pari», dice il tecnico Guglielmo Bonati, «ma nel calcio gli episodi fanno la differenza e l’arbitro deve avere più personalità nel giudicarli. La quota salvezza? Bisogna fare almeno 44 punti». (d.b.)

