Mauro punta sulle milanesi: «La Juve davanti a tutti, ma il Diavolo e l’Inter...»

18 Agosto 2018

«Ancelotti secondo me non basta, il Napoli mi sembra peggiorato Higuain in rossonero può tornare ad essere il capocannoniere»

Ha giocato con Zico a Udine, con Platini alla Juventus e con Maradona al Napoli; è stato un dirigente del Genoa alla fine degli anni Novanta nonché deputato; e negli ultimi anni opinionista televisivo. La collaborazione con Sky è finita, ma la serie A è sempre in cima ai pensieri del 56enne originario di Catanzaro che affida le sue previsioni al Centro.
Massimo Mauro, sarà ancora l’anno della Juventus?
«E’ rimasta la squadra più forte anche se, secondo me, manca qualcosa in difesa. Le altre sono state costrette a cambiare molto e quindi hanno bisogno di assestamento. Si fa fatica a essere competitivi subito, avendo modificato molto nella squadra».
La Champions toglierà energie per il campionato alla Juve?
«Giocare le partite non toglie energie, anzi aumenta la voglia di vincere. E’ una favoletta quella che giocare tanto disperde energie. Al contrario, nella Juve sarebbe un problema non arrivare fino in fondo nelle tre competizioni, anche perché la rosa è lunga e qualitativamente forte».
Con Ronaldo la Juve partirà con un gol di vantaggio in serie A?
«No, come dice Allegri, le partite di calcio devono essere giocate. Non dimentichiamoci che Ronaldo all’inizio della passata stagione ha fatto fatica in Liga, anche ai grandi capita momenti difficili. Però, Ronaldo ha la classe per trasformare un’azione normale in un gol, ma serve l’azione, ovvero c’è bisogno di una squadra che lo assecondi. Lui è la ciliegina sulla torta».
L’arrivo del portoghese segna un’epoca come è avvenuto in passato con Maradona al Napoli e Zico all’Udinese?
«Ronaldo segna un’epoca, perché uno dei due più grandi giocatori al mondo ha deciso di venire in Italia. In passato era diversa, c’erano più campioni».
Un punto debole dei bianconeri?
«Il centrocampo si è rafforzato, l’attacco di certo non si è indebolito con Ronaldo al posto di Higuain. Dietro Cancelo non è un difensore. Bisogna contare sempre sui vecchietti e Rugani. Bonucci, per me, è un punto interrogativo: non è un grande difensore, ma sa impostare il gioco».
Qual è la sua griglia per la corsa scudetto?
«Dopo la Juve, vedo l’Inter e il Milan. La Roma non lo so se si è rinforzata; il Napoli secondo me è peggiorato. Se devo fare un nome dico Inter».
Perché l’Inter si è rinforzata?
«E’ migliorata in difesa e centrocampo. E poi questo Lautaro Martinez promette bene. Però, ci sono tanti giocatori nuovi e quindi Spalletti ha bisogno di tempo per assemblarli».
Il punto debole di Spalletti?
«Forse non c’è un sostituto di ruolo di Icardi, ma Martinez può fare anche la prima punta. E comunque non vedo grosse carenze. Quest’anno ci sono molte più alternative e quindi esistono i mezzi per arrivare fino in fondo».
Il Milan ha trovato il bomber che cercava?
«Sì, e devo dire che mi è piaciuto il lavoro di Leonardo. Che, tra l’altro, ha avuto il merito di non gettare via tutto di quanto fatto l’anno scorso da Mirabelli. E’ stata la base su cui mettere Caldara, ad esempio. E Higuain vale da 20 gol. Penso che Milan possa essere la sorpresa ad alto livello».
Gattuso vale la panchina rossonera?
«Certo, ha fatto un miracolo l’anno scorso per come ha preso la squadra e dove l’ha portata. Deve puntare i primi tre posti, è complicato ma possibile».
Troppe novità nella Roma?
«Se hai il portiere più forte della serie A e lo vendi non puoi pensare di fare concorrenza a Milan e Inter. O alla stessa Juve. E’ un’ammissione di debolezza dal punto di vista economico. Non è una colpa, ma è così. Difficile che possa ambire allo scudetto, ma a un posto in Champions sì».
La Lazio saprà confermarsi?
«Non è cambiata, penso che Milinkovic Savic possa fare la differenza. Ormai si è assestata tra le prime sei, quella è la dimensione».
Tra le neopromosse chi vede meglio?
«Difficile dare giudizi. Per me è un errore fare il campionato a 20 squadre, bastano 18».
La sorpresa?
«Ripeto, mi intriga il Milan».
Il Napoli che cosa perde senza Sarri e che cosa guadagna con Ancelotti?
«Non lo so, ma sono due grandi allenatori e quindi perdi in un aspetto e guadagni in un altro. Il problema è la squadra, è andato via Jorginho che è importante. E lì davanti Milik e Mertens non bastano per ambire allo scudetto. Sono arrivati giocatori bravi, che magari diventeranno bravissimi, ma per fare concorrenza alla Juve fino alla fine serve altro».
Chi sarà il capocannoniere della serie A?
«Higuain, lo vedo bene».
Sarà una serie A per difesa e contropiede oppure per un calcio più votato all’attacco?
«Solita serie A, il calcio è questo. Niente più da inventare».
Che cosa farà nella prossima stagione calcistica?
«Mi guardo le partite e alleno i miei figli a diventare dei bravi cittadini italiani».
Che cosa cambierà con l’arrivo di Dazn?
«E’ una possibilità in più per gli appassionati di calcio. Diciamo che ci sarà più democrazia, anche perché è una piattaforma più rivolta ai giovani».
Più gente negli stadi e meno abbonamenti alle pay tv?
«No, non è così. Nelle altre grandi nazioni europee i due piani vanno di pari passo. Il problema è la schifezza quando entri nello stadio italiano. Il 95% degli stadi sono fatiscenti e pericolosi».
Vari sì o Var no?
«E’ uno strumento che aiuta gli arbitri in alcune situazione e in altre li rincoglionisce. Il problema è l’uniformità di giudizio, in una partita intervieni su un episodio che magari non viene preso in considerazione in un’altra gara. Certo, alcuni errori li elimina, ma non è la perfezione. Non è la giustizia del calcio, tanto per intendere».
Due parole sulla Figc?
«Non è cambiato granché, caos era e caos resta. Sempre le stesse persone. Ma il calcio va avanti così, se non ha governo è meglio. Comandano i presidenti, per certi versi è anche giusto, perché sono loro che generano business. Dovrebbero avere il coraggio di fare una di Lega di A, e poi tutto il resto».
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