Max e la “sua” Pescara: è sempre nel mio cuore

Il tecnico juventino in città ospite della Curi dell’amico Martorella
PESCARA. «Sono tanti i ricordi che mi legano a Pescara. Non solo i quattro anni che ho indossato la maglia del Delfino, ma anche tutto quello che ho costruito fuori dal campo. Come l'amicizia con Antonio Martorella». Con queste parole, l'allenatore della Juventus Massimiliano Allegri entra nel campo dei Gesuiti di Pescara per far visita ai ragazzi della Curi. Un'emozione forte, una giornata indimenticabile per tanti tifosi. Attimi da custodire con cura nel contenitore dei ricordi più cari per gli oltre 500 ragazzi presenti. Il tecnico campione d'Italia, e per ben due volte finalista in Champions League (negli ultimi tre anni) con i bianconeri, regala un pomeriggio davvero da incorniciare ai tesserati biancorossi, protagonisti privilegiati di uno spettacolo da poter raccontare ad amici e parenti. Non capita tutti i giorni di trovarsi a così stretto contatto con l'allenatore della Juventus; loro ce l'hanno fatta. Senza dubbio il grazie va rivolto all'allenatore bianconero, anche se in questa circostanza sarebbe più opportuno ricordarlo per i suoi gloriosi trascorsi con la maglia del Pescara. Lui, uno degli artefici del Pescara galeoniano dei primi anni '90, ha sempre mantenuto un rapporto strettissimo con la terra abruzzese, quella che almeno da calciatore gli ha regalato le gioie più grandi. E non solo, perché nel corso di quegli anni roboanti, Max ha sviluppato amicizie che nonostante il tempo e i suoi successi professionali, ha ancora il piacere di coltivare. Una di queste, come detto da lui in prima persona, è proprio quella con Antonio Martorella, presidente della Curi e regista del suo nuovo approdo in città. Allegri avrebbe potuto utilizzare il week end di riposo per concedersi qualche attimo di relax, magari in compagnia della nuova compagna Ambra Angiolini. Invece no. Ha preferito dire sì al suo amico Antonio, anche e soprattutto per sostenere il progetto giovanile che Martorella e soci stanno portando avanti ormai da qualche anno.
L’arrivo. La giornata di Allegri a Pescara viene annunciata dalla signora Lucia, che dal profilo facebook di Martorella - la cui foto profilo ritrae un suo gol segnato nello storico 5-1 alla Juventus, quando lui e l'attuale tecnico juventino erano compagni di squadra in biancazzurro -, si fa vedere impegnata in cucina, mentre prepara qualcosa da offrire a Max: "Massimiliano sto facendo le neole che ti piacciono tanto. Con tanto amore" dice, mentre seduta al tavolo continua a cuocere. Prima il saluto degli amici e poi, qualche ora dopo, intorno alle 18, ecco il momento più atteso. L'allenatore della Juventus arriva ai Gesuiti a bordo di uno scooter guidato da Martorella. Già all'ingresso dell'impianto il pubblico è numeroso, tanto che la sicurezza fatica a contenere l'entusiasmo di piccoli e meno piccoli. Non senza fatica Max raggiunge il campo, dove il bagno di folla è tanto inevitabile quanto piacevole. A tratti inebriante. Lui è disponibilissimo, con tutti. Firma autografi, posa per foto e selfie di rito, saluta chiunque gli tende una mano, anche senza conoscerlo. Il suo arrivo in città ha stuzzicato la fantasia di molti, così anche chi non lo vede da anni gli si avvicina attaccando bottone con il più classico degli “ti ricordi quando...”.
Tutti in campo. Divincolandosi tra un nugolo di ragazzini, Allegri riesce finalmente ad entrare sul rettangolo verde, dove nel frattempo i piccoli calciatori in magia biancorossa tirano due calci al pallone in attesa di vederlo da vicino. «Questa giornata voglio dedicarla ai bambini», dice rispondendo alle prime domande dei cronisti, che nel frattempo sono a caccia di una sua battuta. «Il mio obiettivo è quello di dare una mano, per quanto possibile, al lavoro fatto dall'amico Antonio». Intanto anche gli spalti sistemati al lato del campo sono praticamente gremiti. Ogni tanto si alza un coro, un applauso spontaneo, a cui Max risponde salutando. Qualcuno gli chiede di avvicinarsi per un altro autografo. Lui va, guadagnandosi l'ennesima ovazione di quella gente che ormai più di 20 anni fa lo applaudiva per le sue giocate sul campo. Dopo aver posato con tutte le squadre biancorosse, dai più piccoli ai più grandi, dopo aver sorriso anche a chi un po' ironicamente e un po' come buon auspicio gli grida 'The Champions', chiaro riferimento all'obiettivo numero uno di Allegri e di tutta la Juve, l'allenatore bianconero, a ribadire una la disponibilità, si ferma nuovamente con la stampa, stavolta per fare due chiacchiere su Pescara e sul Pescara, ma non sulla Juve: «E' una città in cui mi trovo benissimo, ho tanti amici e appena posso mi fa piacere venire qui per poter passare qualche ora di relax. Per me è una seconda casa, non solo perché mi ha dato la possibilità di esordire in serie A».
Quindi sulla squadra di Zeman: «Il gioco offensivo è il marchio di fabbrica del boemo. Penso che in un campionato come quello di B, dove spesso non vince la miglior difesa ma il miglior attacco, possa pagare». Infine su Ferdinando Del Sole, talentino biancazzurro recentemente venduto proprio alla Juve: «Non ci ho messo lo zampino, ma lo conosco perché è il fidanzato di una mia amica. E' bravo».
A presto. Dopo circa un'ora passata con i ragazzi, come previsto dal programma, Massimiliano Allegri saluta i presenti per raggiungere, sempre in sella allo scooter, lo stabilimento Alcyone sulla riviera nord, dove in serata, in compagnia di Martorella e di tutti i componenti dello staff Curi e Curi Pescara era in programma la cena, accompagnata da uno sguardo interessato a Spagna e Italia valida per le qualificazioni al prossimo Mondiale di Russia 2018. Quindi, poco prima della mezzanotte, saluti finali e in macchina via verso Roma.
Adriano De Stephanis
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