Maxi schermi e folla in barca fan in delirio per i campioni

17 Marzo 2021

AUCKLAND. In mare ci sono 35 mila persone, altre 15 mila guardano le regate da terra a tifare per New Zealand, in rigorosa divisa nera con la bandiera blu con le stelle sulle maniche. In tutto 50.000...

AUCKLAND. In mare ci sono 35 mila persone, altre 15 mila guardano le regate da terra a tifare per New Zealand, in rigorosa divisa nera con la bandiera blu con le stelle sulle maniche. In tutto 50.000 persone. La Nuova Zelanda riscopre il suo orgoglio patriottico quando vede uscire la Nazionale della vela che qui è il secondo sport, subito dopo la palla ovale. A maggiore ragione ad Auckland (1,7 milioni di abitanti, più o meno un terzo di tutto il Paese), meglio conosciuta come la Città delle Vele.
Ma la folla è in delirio anche per gli eroi di Luna Rossa, Max Sirena, Checco Bruni e, soprattutto, l’australiano Jimmy Spithill, il timoniere dell’imbarcazione italiana e il “nemico” in casa per New Zealand. Tifosi di ogni età aspettano la fine delle interviste post regata, per contendersi i loro beniamini e scattare insieme una foto ricordo. Auckland ha contenuto l’arrivo della variante inglese del Covid e il via libera delle autorità ha scatenato il pubblico e gli organizzatori. Nel Villaggio sono presenti una media di 15mila persone: all’interno non ci sono restrizioni legate a distanziamento sociale e mascherine, ma solo l'utilizzo dell’app per il contact tracing. «È davvero incredibile il colpo d’occhio che si ha dal mare per una regata, centinaia e centinaia di barche che stanno intorno al campo, tutte con le loro bandiera kiwi. È uno spettacolo impressionante», ha spiegato Spithill, che in Nuova Zelanda è considerato una star ma anche un avversario temibile. Sono passati otto anni, infatti, dalla finale della Coppa a San Francisco, quando con lui al timone del catamarano di Oracle, aveva schiantato la resistenza della barca Kiwi, infilando la più memorabile rimonta nella storia della vela: da 1-8 a 9-1.
Chi era, invece, in barca quattro anni fa a Bermuda, dove vinse New Zealand, adesso si gode la possibilità di essere applaudito nello stadio di casa. «Giocarsi in casa una Coppa America è esaltante», raccontano gli uomini di Team New Zealand. «Nel 2017 eravamo lontanissimi da casa, quando abbiamo vinto. Oggi siamo qui con la nostra gente che fa il tifo per noi. Si sente di più la pressione, per la responsabilità che abbiamo, ma è anche molto più stimolante. Un’occasione unica nella vita».