Melchiorri, eroe del Pescara con la dieta e la play station
Il bomber biancazzurro mangia soltanto pasta kamut e adora i videogiochi Alcuni club di A lo seguono, la società vuole allungargli il contratto fino al 2018
PESCARA. Melchiorri uomo della Provvidenza. Ribattezzato dai tifosi in vari modi (Van Melchiorri, Cigno di Macerata, San Melchiorri ecc.) l’attaccante marchigiano ha salvato il Pescara da uno stop che avrebbe avuto ripercussioni drastiche.
Il pareggio non ha evitato la contestazione, ma in caso di sconfitta le dimensioni della protesta sarebbero state molto più rumorose.
Invece, al termine di una prestazione incolore, è capitato di assistere ad un “evento” rarissimo: gli spettatori della tribuna Majella tutti in piedi per scandire a gran voce il nome di un calciatore. Negli ultimi anni forse solo Zeman aveva ricevuto un trattamento simile.
Invece, venerdì la celebrazione è toccata al 27enne di Macerata: dalla tribuna, il settore meno caldo dello stadio, si è alzato in cielo il coro “Melchiorri, Melchiorri, Melchiorri”.
È lui il nuovo idolo dell’Adriatico, pronto a scattare in piedi ed applaudirlo ogni volta che entra in possesso del pallone. 14 presenze (12 da titolare e 2 subentri) e 8 gol realizzati: sono questi i numeri del bomber che fanno da cornice all’annata della sua consacrazione.
Battuto il record personale in B (6 reti a Padova), ora l’obiettivo è arrivare a quota 15.
Un amico fraterno del centravanti e suo compagno alle scuole medie nell’istituto Salesiano di Macerata, svela alcuni retroscena. «Due giorni prima», dice, «abbiamo giocato Pescara-Lanciano alla play-station. Sapete come è finita? 1-1! Federico adora i videogiochi».
Melchiorri, ragazzo umile e attaccatissimo alla famiglia. Enrico, suo papà, medico chirurgo, è il suo primo tifoso. Lo segue ovunque, non perde nemmeno una partita, come Camilla, la sua fidanzata, anche se ultimamente è rimasta a Macerata per preparare la tesi di laurea che ha discusso cinque giorni fa.
Qualche volta anche mamma Sandra, insegnante, segue le gare del figlio, e lo stesso fanno i suoi fratelli, Pierpaolo e Alessandro. Quest’ultimo è un arbitro di pallavolo.
Federico, gentile e disponibile, ha conservato le vecchie amicizie. Gentile e per nulla vanitoso.
Il bomber biancazzurro, ad esempio, a Macerata non ha mai indossato una tuta delle squadre con cui ha giocato, proprio per evitare che qualcuno potesse dire: “Questo se la tira perché gioca in serie B”.
Oltre al talento c’è un segreto che favorisce le sue imprese: l’alimentazione: segue una dieta indicata dal suo nutrizionista.
Mangia soltanto pasta Kamut e consuma soltanto zuccheri derivanti dalla frutta. Dopo i problemi di salute, ha fatto tanta gavetta per tornare grande e a gennaio il Pescara potrebbe vacillare di fronte ad un’offerta.
Alcuni club di A lo seguono, perciò la società vorrebbe prolungargli il contratto (in scadenza al 2016, ma con opzione per un altro anno) fino al 2018.
Giovanni Tontodonati
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