Meluso avverte il Lecce: Delfino in alto con merito in estate volevo Brugman

Il ds dei salentini è teramano d’adozione: «Sono abruzzese dal ’90 Biancazzurri fortissimi a centrocampo, Campagnaro una garanzia»
PESCARA. Ha rivoluzionato e costruito la sorpresa del campionato. Il ds Mauro Meluso – origini calabresi, ma teramano di adozione – ha messo in piedi una squadra, il Lecce, che si sta rivelando la mina vagante del campionato. Il ds giallorosso ha cambiato volto alla formazione che ha vinto la serie C, innestando elementi di categoria come Lucioni, Vigorito, La Mantia, Fiamozzi, Bovo e Pettinari. Quinto posto in classifica e vento in poppa per la squadra di Liverani. «I complimenti fanno piacere, ma non siamo costruiti per andare in A», ricorda il 53enne dirigente dei salentini. «È presto per fare dei bilanci e delle previsioni».
Il suo Lecce le potrebbe far perdere un’altra scommessa, come quella dell’anno scorso. Se la ricorda?
«Certamente, come dimenticarla? Non siamo costruiti per vincere, ma la scommessa c’è, preferisco non dirla. Stavolta niente due ruote, andrò a piedi, ma sarà peggio dell’anno scorso quando sono andato in bicicletta da Teramo al Santuario di Loreto».
Le favorite quali sono?
«Verona, Palermo, Benevento e Crotone hanno qualcosa più delle altre, poi subito dietro Pescara e Cremonese. Questo sulla carta, poi, il campionato sta dicendo che il Pescara è in alto con merito».
Del Pescara che idea si è fatto?
«Una squadra solida, che ha un centrocampo fortissimo e dei giovani molto importanti, come Gravillon, su tutti, e Antonucci. Mancuso sta segnando a raffica e poi c’è Campagnaro che, nonostante i 38 anni, è una garanzia».
Se l’aspettava così in alto?
«In parte sì, ma sono rimasto sorpreso dal gioco della squadra, mi ha fatto davvero un bella impressione. Memushaj e Brugman secondo me sono il valore aggiunto del Delfino».
Che pensa di Pillon?
«Non lo conosco benissimo, ma il lavoro che sta facendo è sotto gli occhi di tutti. Spero di vendicare la sconfitta che ci inflisse due anni fa quando guidava l’Alessandria nei quarti dei play off. All’epoca meritavamo noi di passare il turno, ma avanti andarono i piemontesi».
Bovo, Fiamozzi, Falco e Pettinari gli ex pescaresi arrivati quest’anno a Lecce. Come stanno andando?
«Bovo se sta bene può dare le garanzie di Campagnaro. Pettinari è un giocatore importante. Non ha ancora segnato, ma il gol non deve diventare una ossessione per lui. Deve restare tranquillo perché sono certo che arriverà il suo momento».
Oltre a Pettinari le sarebbe piaciuto prenderne altri dal Pescara?
«Volevo Brugman, ma, ovviamente, il Pescara in estate non aveva nessuna intenzione di cederlo a cuor leggero. L’anno scorso, invece, avevo messo gli occhi su Perrotta, però la trattativa non è mai decollata».
Domani sera che gara sarà?
«Molto bella, da vedere. Si affrontano due squadre cariche di entusiasmo, che giocano un gran nel calcio e di certo non faranno barricate. Sarà un bello spettacolo e, ovviamente, spero che vinca il Lecce».
Classe 1965, cosentino di nascita e abruzzese d’adozione.
«Questa è casa mia. La mia famiglia è a Teramo, dove vivo da 28 anni e i miei figli sono teramani. Mi sento un po’ abruzzese». (l.d.m.)
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