Meluso: squadra in salute e il pubblico ci spinge forte

28 Marzo 2019

Il Lecce terzo in classifica è una creatura calcistica del direttore sportivo Mauro Meluso, l’ex centravanti di Lazio e Foggia, cosentino di origine e teramano di adozione. È alla terza stagione in...

Il Lecce terzo in classifica è una creatura calcistica del direttore sportivo Mauro Meluso, l’ex centravanti di Lazio e Foggia, cosentino di origine e teramano di adozione. È alla terza stagione in giallorosso: una promozione in B sfiorata, un’altra centrata e ora il salto in serie A.
Meluso, i sette gol all’Ascoli sono un’esagerazione o una dimostrazione di forza?
«No, è stata una partita in cui si sono incrociate due squadre agli antipodi: noi in grande salute (quattro vittorie consecutive in casa, ndr) e l’Ascoli in giornata negativa». Serata scoppiettante.
«A me sembrava di vedere una gara di serie A. Certi gol non li riesci a fare nemmeno in allenamento, e noi ci siamo riusciti. Dal punto di vista tecnico, è stato uno spot per la serie B».
Il Lecce è la sorpresa della serie B?
«Così dicono tutti e a me non può che far piacere. Anche perché è la mia squadra. È un bel gruppo con un allenatore che sta cercando di prendere il meglio dai ragazzi. Grandi meriti sono suoi e del suo staff».
Com’è Liverani?
«Grande applicazione, personalità e coerenza. Mi ricorda un po’ Zeman sotto questo aspetto. E poi ha il pragmatismo di Allegri. Credo sia l’allenatore emergente in Italia ed è una grande soddisfazione personale averlo portato a Lecce».
Il terzo posto in classifica è frutto di un investimento mirato?
«No, siamo partiti con umiltà. In estate, c’era incertezza sulla composizione della B. Quando il presidente Balata ha deciso di partire, abbiamo pensato di portare a compimento alcune operazioni di mercato che ci hanno dato ragione. A esempio, tutti erano su La Mantia a luglio, ma poi l’abbiamo preso noi. Il primo obiettivo era il mantenimento della categoria. Siamo partiti con questo presupposto. Il campionato è duro, oggi faccio fatica a trovare squadre che devono retrocedere. In più ci sono dei giocatori che sono cresciuti in maniera esponenziale. Poi, va detto che a gennaio il club ha rinunciato a una certa cifra (due milioni, ndc) per Lucioni dal Sassuolo perché abbiamo capito che c’erano degli spiragli per andare oltre la salvezza. Non a caso, i rinforzi ci stanno dando una grossa mano».
Come giudica il campionato del Pescara?
«Bene, molto bene. Sta meritando di valere l’alta classifica. Forse, l’unica partita che ha “rubacchiato” è stata quella contro di noi all’andata. Ricordo chiaramente una direzione di gara (di Di Paolo di Avezzano, ndr) infarcita di errori che ci hanno penalizzato nel risultato. Per il resto, ha fatto e sta facendo benissimo. Non a caso, ha uno dei migliori centrocampi della categoria».
Secondo lei, i rinforzi di gennaio sono quelli di un club che vuole la A?
«Ognuno fa con quel che può e comunque non mi permetto di giudicare in casa altrui. Bisogna trovarsi in certe situazioni per poter giudicare».
Che cosa farà la differenza da qui alla fine della stagione?
«La condizione psico-fisica e, in alcuni casi, le vicende societarie. Che, checché se ne dica, influiscono sul rendimento delle squadre».
Il Var in B, è favorevole?
«Tanto, assolutamente. È una grande idea del presidente Balata e di chi vorrà portare avanti l’iniziativa. Un errore umano e fisiologico può pesare su una retrocessione o su una promozione, bisogna fare in modo che ci sia la possibilità di correggerlo».
Com’è il campionato a 19 squadre?
«Di un affascinante unico, come pochi ce ne sono stati. Oggi campionato di B è il più bello in Italia. Dalla mia ottica non può che essere così. Ha espresso grandi valori e partite straordinarie, lasciando tanti tifosi con il fiato sospeso. Forse, la B a 22 squadre si era davvero appiattita». Senza Sky e con Dazn la serie B ci ha guadagnato?
«È un argomento che non oso trattare perché non è di mia competenza. Ma io personalmente mi trovo bene sia con Dazn che con Sky».
Qual è il giocatore rivelazione della B?
«Ce ne sono tanti. A partire da Tonali del Brescia che è già nel giro della Nazionale. Tra i tanti, indicherei anche il mio Petriccione che potrebbe giocare benissimo in A».
Ci sarà tanta gente allo stadio di via del Mare.
«Sono da tre anni a Lecce. L’anno scorso abbiamo fatto 9mila abbonamenti con una media 12 mila spettatori; quest’anno 7mila abbonati e 12mila spettatori di media. La città ci sta spingendo in maniera forte e decisa».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA