Memushaj, il Delfino deve 18mila euro al Canaletto

La corte d’appello condanna la società a pagare il premio alla carriera al club dove è cresciuto l’albanese
PESCARA. Il suo passaggio al Benevento sembra imminente, ma intanto Ledian Memushaj fa parlare di sè per altri motivi. Ieri, infatti, la corte federale d’appello della Figc ha respinto il ricorso del Pescara che si era rifiutato di pagare il cosiddetto “premio alla carriera” all’Usd Canaletto di La Spezia, dove Memushaj ha mosso i primi passi da calciatore. Si tratta di una somma pari a 18.000 euro che il Delfino avrebbe dovuto versare nelle casse del club ligure quando il centrocampista albanese ha debuttato in serie A (Pescara-Napoli del 21 agosto 2016). Con ricorso al tribunale federale nazionale, notificato il 16 dicembre del 2016, il Pescara ha impugnato la delibera della commissione premi che aveva condannato il Pescara a corrispondere alla U.S.D. Canaletto il premio alla carriera per il centrocampista biancazzurro.
Il Delfino aveva contestato il provvedimento chiamando in causa l’intervenuta prescrizione del citato diritto adducendo che esso sarebbe maturato il 17 novembre del 2010, giorno in cui Memushaj aveva disputato la sua prima gara ufficiale con la Nazionale albanese contro la Macedonia. Ma il Tfn ha rigettato il reclamo. Lo scorso 4 aprile un nuovo ricorso alla corte federale d’appello che lo ha respinto definendo “suggestiva e originale” l’interpretazione data dal Pescara all’art. 99 bis delle Noif. Secondo i legali biancazzurri il citato premio andrebbe riconosciuto “allorché un calciatore disputi la sua prima gara ufficiale nella Nazionale di appartenenza e non già solo nella Nazionale o nella Under 21 italiana”.
Un motivo definito dai giudici infondato che hanno respinto anche in secondo grado la tesi del Pescara. In pratica, il Pescara riteneva che quel premio era già maturato quando Memushaj aveva esordito con la Nazionale albanese nel 2010, e dunque si era prescritto in base alla normativa federale. Al contrario, i giudici hanno ribadito la norma secondo la quale alle società della Lega nazionale dilettanti o di puro settore giovanile viene riconosciuto un compenso forfetario (18.000 euro) per ogni anno di formazione impartita ad un calciatore dalle stesse precedentemente tesserato, qualora quest'ultimo esordisca in un club di seria A, nella Nazionali maggiore o nell’under 21.
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