Memushaj: partita bruttina, bisogna dare di più

L’albanese: «Bravo il Cosenza a limitarci». Scognamiglio al 3° gol: «Serve più cattiveria in questa fase»
PESCARA . Una serataccia come poche altre, e MemushaJ non si nasconde dietro scuse o attenuanti. «Purtroppo non è stata bellissima. Ci sta, non si può vincere sempre. Dobbiamo dare merito anche agli avversari. L’assiste per il gol del pari? È stato bravo Scognamiglio, lui è bravissimo in quelle spizzate sotto porta. La partita? Bruttina, sono d'accordo. Abbiamo creato pochissimo, è vero. Nel secondo eravamo partiti un po' meglio», aggiunge l’albanese, «ma poi si è complicato tutto di nuovo. Dobbiamo far meglio. Lo sappiamo tutti, speriamo ora di recuperare la migliore condizione e presentarci al meglio per la fase finale».
Valutazione molto simile anche da parte del difensore goleador di Pillon. «Era una partita tosta, lo sapevamo. Non siamo andati come volevamo», dice Gennaro Scognamiglio, bomber del Pescara (3 reti) forse più brutto dell'anno, «non siamo stati brillanti, inutile negarlo, una buona prestazione, certo, ma una squadra come la nostra deve dare di più. Un punto che muove la classifica, ma naturalmente la gente si aspettava altro. Ci vuole più cattiveria, voglia di vincere. Pillon aveva chiesto di giocare come la Juventus con l'Atletico, ma non ce l'abbiamo fatta». Già tre reti, un dato positivo c'è. «Beh, fa piacere quando si fa gol, ma sono più interessato ai tre punti che a segnare». Ma stavolta, almeno, per fortuna che ci ha pensato lui. Marco Perrotta si è adattato sulla fascia. Una faticaccia oltre misura. «Primo tempo così così, poi siamo ripartiti bene, ma abbiamo preso gol quando sembrava potessimo prendere il controllo della gara. Per fortuna abbiamo rimediato in fretta. Gara brutta? Forse, ma è stata dura, combattuta, non facile. Di positivo la reazione dopo lo svantaggio. Ora giriamo subito pagina e pensiamo alla prossima (Lecce) che secondo me sarà la più importante».
Un ruolo non nuovo ma inusuale, quello lungo la fascia. Cosa ti aveva chiesto Pillon? «Di tenere la posizione, dare una mano sul gioco aereo che loro sfruttano spesso e spingere quando era possibile e magari dare anche una mano anche a Antonucci, non lasciarlo solo negli uno contro uno. Ho cercato di farlo, ma stasera decisamente non eravamo brillanti». La pensa diversamente il presidente Sebastiani ("mi sono addormentato"), a due passi dal suo giocatore. Ma il calcio è fatto anche di queste serate. E alla fine magari quel punticino è perfino da tenere stretto, perché nel grigiore di una B povera più che mai può succedere che faccia la differenza fra stare dentro o fuori dai play off, fra un quinto e un quarto posto, fra una stagione grigia e un anno da ricordare...
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