Mercato ingessato, ma la Juve sembra ancora più forte

Le squadre già in ritiro in attesa dei grandi colpi Allegri con Pjanic e Dani Alves si è portato avanti
Tutto fermo, o quasi. Il mercato è (ancora) ingessato. Le squadre di serie A sono già in ritiro o si accingono a ripartire, ma i grandi colpi si contano sulle dita di una mano. Pochi soldi, certo, ma anche poche idee. Si ripartirà con la Juve campione d’Italia da cinque anni. E anche sul mercato domina, anzi continua a dettare legge. Sì, perché la Vecchia Signora si è portata avanti, prendendo Pjanic, dalla Roma, e Dani Alves, dal Barcellona. Qualità ed esperienza in mezzo al campo e sulla fascia. Altre due pedine destinate ad acuire il divario con le rivali. Il mercato stenta a decollare e le altre sono costrette a rincorrere. Se poi partiranno Pogba (al Manchester United) e Bonucci sarà rivoluzione bianconera, intanto Allegri può alzare l’asticella, soprattutto per quelle che sono le ambizioni Champions.
Il Napoli è fermo. Non è riuscito ad assicurare nemmeno un rinforzo a Sarri. Tanti rifiuti, poca voglia di svenarsi per gente che non garantisce il salto di qualità. Poco male, c’è tempo per operare, l’importante è centrare gli obiettivi indicati dal tecnico. Ad esempio, Witsel e Pereyra possono portare spessore in mezzo al campo. Ma c’è altro. C’è da chiarire il caso Higuain. La minaccia del fratello-manager di non voler rinnovare il contratto in scadenza nel 2018 è una mina vagante destinata a sabotare la stagione se non viene disinnescata. Meglio vendere il capocannoniere argentino oppure tenerlo con il rischio che non riesca a ripetersi? Il Napoli rischia di infilarsi in un tunnel senza uscita.
Le milanesi sono ancora in cerca di identità. L’Inter grazie alla nuova proprietà cinese sta rimettendo i conti del bilancio in ordine. E sul mercato si stanno scontrando due filosofie: da una parte Mancini vorrebbe campioni pronti all’uso, dall’altra il management cinese che, invece, preferirebbe fare investimenti sui giovani da trasformare in campioni.
Il tanto bistrattato Milan ha acquistato il capocannoniere della serie B, Gianluca Lapadula, dal Pescara. Un blitz voluto da Silvio Berlusconi sul letto dell’ospedale, in attesa della cessione del club ai cinesi. Sembra fatta. Per carità, sarà così, ma anche il passaggio della quota di minoranza a mister Bee (a proposito, si è rifatto vivo ieri!) appariva una formalità.
La verità è che il calcio riflette i problemi di un Paese in difficoltà. Ci sono pochi soldi, ovvero la “paghetta” assicurata da Infront attraverso la cessione dei diritti televisivi. Il movimento calcistico italiano resta “ingessato”, prigioniero di un management che non va oltre l’ordinaria amministrazione, svolta pure male. La crescita dei ricavi dei club resta solo un manifesto, così come l’ammodernamento degli stadi. A ben vedere, c’è poco da meravigliarsi se la Juventus continua a dettare legge. I successi del campo sono sempre figli dei progetti fatti a tavolino.
@roccocoletti1
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