Merola e Aloi a bersaglio: il Pescara ribalta l’Entella

28 Maggio 2023

Il Delfino va sotto contro i liguri, poi pareggia e vince con l’uomo in meno

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PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Cancellotti 6 Boben 7 Mesik 6 Milani 6.5; Rafia 8 Palmiero 4.5 (29’ st Aloi 7.5) Kraja 6 (29’ st Mora 6.5); Merola 7.5 (31’ st Cuppone 6.5) Lescano 4.5 Delle Monache 6 (31’ st Kolaj 6.5). A disp.: Sommariva, D’Aniello, Gyabuaa, Vergani, Brosco, Desogus, Pellacani, Ingrosso, Gozzi, Germinario. All: Zeman

VIRTUS ENTELLA (3-4-2-1): Borra 6.5; Manzi 5.5 Sadiki 5.5 Parodi 6.5 (32’ st Reali sv); Zappella 6 Corbari 7 (1’ st Siatounis 6) Paolucci 6.5 (24’ st Rada 6) Tomaselli 6.5; Ramirez 6 (40’ st Clemenza sv) Meazzi 6,5 (1’ st Zamparo 6); Merkaj 6. A disp: De Lucia, Ferraro, Favale, Faggioli, Banfi, Costa. All: Volpe

Arbitro: Galipò di Firenze
Reti: 7’ pt Corbari (E), 19’ st Merola (P), 29’ st Aloi (P).
Note: al 22’ st espulso Lescano per gioco violento. Ammoniti: Parodi, Ramirez, Mesik, Kraja, Tomaselli, Siatounis, Sadiki. Al 48’ pt Borra ha parato un rigore a Lescano. Spettatori 12.258 per un incasso 136.335 di euro, ospiti 15. Angoli: 4-2 per l’Entella. Recupero: 3’ pt, 5’ st.
PESCARA
I fuochi d’artificio in curva, le emozioni di uno stadio pieno che canta “Gente di Mare”, il Pescara che vince: un piacevole dejavù che sta viziando i tantissimi appassionati biancazzurri felici a più non posso per questa squadra che regala emozioni. Contro l’Entella finisce 2-1, è una remuntada firmata da Merola e Aloi che nella ripresa hanno risposto al vantaggio di Corbari. Serataccia per Facundo Lescano: sbaglia un rigore, si fa espellere e chiede un favore grande così ai suoi compagni. Poter tornare in campo nelle semifinali per farsi perdonare. Lo stadio Adriatico è uno spettacolo con quasi 13mila spettatori: cori, bandiere e sciarpe a salutare l’ingresso in campo delle squadre con il sottofondo di “Gente di Mare” a rendere tutto più bello. E ai giocatori qualche brivido deve essere venuto alzando lo sguardo verso gli spalti all’uscita del tunnel. Pescara con il lutto al braccio per la prematura scomparsa di Roberto Ferola, storico preparatore atletico di Zeman che a Pescara ha conquistato nel 2012 la promozione in A. Zeman a sorpresa schiera in difesa Boben per Pellacani e preferisce Cancellotti a Crescenzi. Confermato il centrocampo e l’attacco con Merola e Delle Monache a supporto di Lescano. Volpe nel suo 3-4-2-1 rinuncia a Clemenza e si affida a Meazzi per supportare con Ramirez Merkaj. Inizio da incubo: la fascia di capitano deve essere indigesta per Palmiero che nei primi 15’ dispensa regali all’ Entella. Da un suo errore in uscita nasce l’azione del vantaggio. Tomaselli si trova il pallone sui piedi e vede il taglio di Corbari che in corsa di sinistro fulmina Plizzari. Poteva fare di più il portiere? Forse sì. Il Pescara è scosso e non riesce a reagire e la sagra delle palle perse in uscita continua. Zeman è furioso, ma per fortuna c’è Rafia. L’ex Juve inventa giocate, cerca le verticalizzazioni e manda Merola in area. Ma l’ex Foggia di destro scheggia il palo. Intanto Meazzi con il destro ha centrato anche lui il legno e per il Pescara un bel sospiro di sollievo. Nel finale di tempo l’episodio chiave: Tomaselli stende Merola. Rigore ma Lescano si fa ipnotizzare da Borra. Tap-in facile per Cancellotti e ancora super Borra.
Nella ripresa l’Entella si abbassa, il Pescara cresce ma un altro palo salva Plizzari. E i biancazzurri trovano il pari con Merola (19’st) che raccoglie una giocata di Rafia sfiorata da Lescano e di destro firma l’1-1. Lescano, che serataccia: duro intervento su Paolucci e rosso diretto. Pescara ko? Neanche per idea. Capolavoro di Zeman dalla panchina e Aloi appena entrato di testa firma il sorpasso (29’). Le magie di Zeman non sono finite: c’è Cuppone che corre per due e mette in crisi la difesa ligure. E al 93’ c’è lo show di Rafia fermato (con un fallo non fischiato in area) dopo almeno 9 dribbling. «Mi sono fatto il segno della croce», ha detto il tecnico ligure Volpe. Impossibile fermarlo. Appuntamento a mercoledì (ore 20,30). A Chiavari basterà non perdere per andare in semifinale. Lo spettacolo dell’Adriatico pieno non può finire qui.
Enrico Giancarli
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