Merola fa gol nel deserto il Pescara brinda al rilancio

25 Febbraio 2024

Curva vuota per protesta nel 1° tempo, una rete della punta piega la Lucchese

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PESCARA (4-3-3): Plizzari 7; Floriani Mussolini 6.5, Brosco 6.5, Di Pasquale 7, Milani 6.5; Aloi 7.5, Dagasso 7 (24’ st Franchini 7), Tunjov 6 (40’ st De Marco sv); Merola 7.5, Cuppone 6.5 (40’ st Sasanelli sv), Cangiano 6.5 (33’ st Meazzi 6). In A disposizione: Gasparini, Squizzato, Masala, Pierno, Capone, Pellacani, Mesik, Staver, Moruzzi. Allenatore: Bucaro.

LUCCHESE (3-4-3): Chiorra 6.5; Sabbione 5.5 (1’ st Visconti 6), Gucher 6.5, Benassai 6; Fazzi 6, Tumbarello 6, Cangianello 6 (24’ st Djibril 6), De Maria 5.5 (1’ st Russo 6); Disanto 6.5 (30’ st Quirini sv), Magnaghi 6, Rizzo Pinna 5.5 (18’ st Guadagni 6.5). A disposizione: Coletta, Berti, Alagna, Astrologo.
Allenatore: Gorgone

Arbitro: Cappai di Cagliari
Rete: 25’ pt Merola
Note: terreno in buone condizioni. Spettatori: 3.108, di cui 60 ospiti. Ammoniti: Sabbione, Milani, Tunjov, Tumbarello, Djibril, De Marco. Angoli: 4-6. Recupero: 1’; 6’.
PESCARA
Giovanni Bucaro si presenta così: il suo Pescara è cinico, ordinato, per gran parte del match equilibrato e batte 1-0 la Lucchese agganciando il Gubbio al 5° posto in attesa delle altre gare di oggi. Clima surreale all’Adriatico: la tifoseria organizzata entrerà in curva solo nel secondo tempo e la contestazione nei confronti del presidente Sebastiani è aspra e continua. Al triplice fischio poca voglia di festeggiare con la squadra, ancora contestazione prolungata. Il presidente Sebastiani ieri non era allo stadio, sul campo la squadra ha dato una prima risposta portando a casa tre punti importantissimi per iniziare la fase del rilancio dopo i tre ko consecutivi con 10 reti incassate.
Bucaro alla sua prima in panchina con pieni poteri sceglie Dagasso play e rilancia Milani, Aloi e Tunjov. Novità tattiche rispetto alla gestione Zeman? Alcune sono evidenti. Divieto assoluto ai due terzini di salire contemporaneamente, Cangiano e Merola abili a partecipare alla fase difensiva abbassandosi e dando man forte a Milani e Floriani.
Piccole cose che hanno reso meno vulnerabile l’area di rigore anche se al pronti via il Pescara era quello zemaniamo. Spizzata di testa di Magnaghi, Floriani perde l’inserimento di Disanto che tutto solo in area grazia Plizzari calciando fuori. Pescara salvo e Pescara che inizia la sua vera partita. Piano piano i biancazzurri diventano ordinati, padroni del campo e compatti nella fase di non possesso. Bucaro trova il suo leader: è Salvatore Aloi che fa il padrone in mezzo al campo e corre palla al piede sempre con i tempi giusti. Aloi visto a Perugia nella seconda giornata per intenderci e troppe volte messo da parte. Minuto 20, proprio Aloi inizia l’azione, si fa 40 metri palla al piede, il movimento di Cuppone in diagonale è perfetto e l’ex Avellino lo serve con il timing giusto. Sinistro in corsa del centravanti biancazzurro e la traversa gli nega la gioia del gol. Il vantaggio arriva al 25°. Dagasso vede Milani, il cross del terzino biancazzurro è perfetto, Davide Merola, forse il più piccolo di tutti per statura, diventa il più grande e di testa manda il pallone sotto l’incrocio.
È il gol numero 9 per l’ex Inter e a fine gara arriverà la dedica a mister Zeman. «So che mi seguirà sempre, a lui devo molto e gli dedico la rete».
Il Pescara ora inizia a gestire e bene la gara, la Lucchese non si avvicina più dalle parti di Plizzari e i biancazzurri vanno vicini al raddoppio con Tunjov e Cangiano che di testa sfiorano il bersaglio grosso.
Cresce la Lucchese nella ripresa: difesa a 4 e tanta qualità per i toscani che spaventano il Pescara. Magnaghi dopo un batti e ribatti si ritrova la palla buona sul destro. Plizzari si esalta e salva. Più tardi Guadagni con il sinistro a giro centra il palo. Il Pescara si salva e torna a mettere paura: Franchini imbeccato da Merola sfiora il palo poi lo stesso Merola calcia a botta sicura ma il miracolo di Chiorra merita applausi. Triplice fischio. Bene così per la prima di Bucaro, sabato prossimo a Sassari contro la Torres la prova del nove.
Enrico Giancarli
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